
Nel mercato mondiale della nautica da diporto è avvenuto un cambiamento silenzioso ma evidente: oggi i catamarani a vela sono arrivati a rappresentare circa un terzo delle vendite complessive delle barche a vela. Non è una percezione, ma un dato che emerge con chiarezza dai report più recenti sul settore, dove si evidenzia anche come le vendite di catamarani a vela siano cresciute rapidamente fino a incidere in modo concreto sull’equilibrio del mercato.

Da nicchia a componente stabile del mercato
Quello che fino a pochi anni fa era considerato un segmento di nicchia, legato soprattutto al charter tropicale, è diventato una componente stabile della domanda globale. Il fenomeno non è improvviso, ma il risultato di un’evoluzione iniziata almeno quindici anni fa e accelerata dopo la pandemia, quando il modo di vivere la barca ha iniziato a cambiare.
Il passaggio da prodotto di nicchia a protagonista del mercato si spiega innanzitutto con una trasformazione del cliente. La vela, per molto tempo, è stata legata a un’idea tecnica e sportiva, spesso associata al monoscafo. Oggi una parte crescente degli armatori non arriva da quel mondo, ma da esperienze diverse, spesso dal motore o dal charter. Questo nuovo pubblico cerca spazi, facilità d’uso e comfort a bordo. Il catamarano risponde esattamente a queste esigenze, offrendo superfici vivibili che un monoscafo di pari lunghezza non può garantire.

Stabilità, comfort e risposta del mercato
A questo si aggiunge un secondo elemento decisivo: la stabilità. Il fatto che il catamarano navighi quasi senza sbandamento cambia completamente la percezione della vita a bordo. Non è solo una questione tecnica, ma di esperienza. Per chi vive la barca con la famiglia o con ospiti, questo aspetto ha un peso determinante nelle scelte di acquisto.
Il mercato ha reagito velocemente a questa domanda. I cantieri hanno ampliato le gamme, migliorato i layout interni e lavorato sull’estetica, avvicinando sempre più il catamarano al linguaggio degli yacht di lusso. Parallelamente, la crescita del charter ha avuto un ruolo fondamentale: una parte consistente della domanda globale di catamarani deriva proprio dall’utilizzo turistico, che rappresenta circa un terzo dell’impiego complessivo nel settore. Chi prova un catamarano in vacanza spesso finisce per considerarlo anche come acquisto.
Sostenibilità e limiti attuali della tecnologia
Negli ultimi anni si sta tentando di fare entrare in gioco il tema della sostenibilità. Il catamarano, per sua natura, offre piattaforme ideali per integrare tecnologie ibride ed elettriche, con consumi ridotti rispetto ai monoscafi tradizionali. C’è molta attenzione da parte degli armatori per queste tematiche, ma ad oggi rimangono solo delle operazioni di marketing e dei modi per attrarre nuovi armatori che partono con l’idea del catamarano elettrico o ibrido ma che poi finiscono con il comprarlo tradizionale perché la tecnologia dell’ibrido o dell’elettrico non è ancora in grado di garantire un uso facile ed efficiente della barca.

Le dimensioni e le tipologie più richieste
Se si guarda alle dimensioni più richieste, il cuore del mercato è rappresentato dalla fascia tra i 40 e i 60 piedi, cioè tra circa 12 e 18 metri. È qui che si concentra la domanda principale, sia per uso privato sia per charter. I dati confermano che le unità di dimensioni medie, tra 15 e 30 metri, rappresentano la quota più ampia del mercato dei catamarani. In questa fascia si trovano i modelli più versatili, capaci di coniugare autonomia, spazi e costi gestibili.
Tuttavia, parlando di charter, si sta facendo avanti in modo prepotente il charter di lusso su catamarani sino a 24 metri. Una fascia di mercato in continua crescita, con clienti attirati dai costi ridotti dei catamarani che, a parità di volume e spazio, sono molto più economici dei grandi superyacht. Un cat da 20 metri corrisponde agli spazi e ai volumi di un superyacht da oltre i 30 metri, con la differenza che il primo è un’imbarcazione e il secondo una nave da diporto.
Dal punto di vista tipologico, i catamarani più richiesti sono quelli da crociera, progettati per vivere a bordo per periodi prolungati. Le versioni orientate alle prestazioni restano una nicchia, mentre il mercato premia layout ampi, cabine multiple, grandi zone comuni e facilità di conduzione. Non è un caso che oltre la metà del mercato sia legata a unità destinate alla vita a bordo e alla crociera.
In questo scenario, il dato del “un terzo del mercato” assume un significato preciso. Non indica solo una crescita numerica, ma un cambiamento culturale nella vela. Il catamarano non è più un’alternativa, ma una delle scelte principali. Il monoscafo resta dominante in alcuni segmenti, soprattutto nelle barche più sportive o nei grandi yacht a vela, ma il multiscfo ha conquistato uno spazio stabile e difficilmente reversibile.
La traiettoria sembra ormai definita. Non si tratta di un sorpasso imminente, ma di una redistribuzione degli equilibri. La vela, nel suo insieme, sta cambiando forma, e il catamarano è uno degli strumenti attraverso cui questo cambiamento si sta manifestando.
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