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giovedì 22 ottobre 2020

Giulio Lolli ancora in Libia

Dopo numerosi giorni in cui non si riuscivano ad avere notizie, si è scoperto che l'ex-AD di Rimini Yacht è stato trasferito in un altro carcere nel centro di Tripoli

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Tripoli - In questi giorni, pronunciare la parola Libia significa parlare di ciò che di peggio esiste al mondo: guerra, feroce repressione, regimi sanguinari, stragi. Per gli appassionati di nautica, parlare di Libia significa anche, senza perdere di vista vicende certamente più gravi, interessarsi agli sviluppi della vicenda legata a Giulio Lolli e Rimini Yacht. E' proprio a Tripoli, infatti, che nel gennaio scorso è stato tratto in arresto e incarcerato, nel calcere di Al Jadida, vicino Tripoli. Dall'inizio della rivolta, per settimane si erano perse le tracce. "Sono venti giorni che non ho notizie del mio assistito" ci aveva detto al telefono l'avvocato Antonio Petroncini diversi giorni fa. Poi, il 30 marzo, le prime notizie: Lolli sta bene, comunque è vivo, ed è stato trasferito in un altro carcere, al centro della capitale libica.
Era il maggio del 2010 quanto la guardia di finanza si è presentata negli uffici della società riminese, scoprendo che era sull'orlo del fallimento e il suo proprietario era svanito nel nulla, secondo molti fuggito in qualche paradiso caraibico. Le inchieste che poi hanno fatto seguito a questa scoperta hanno aperto un vaso di pandora giudiziario, nel quale sono stati coinvolti molti personaggi, tra cui alcuni ufficiali della guardia di finanza.