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giovedì 26 novembre 2020

Sembra un medusa, ma è un robot

Varato Cyro il robot medusa di seconda generazione

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Si chiama Cyro la nuova medusa robotica creata da Shashank Priya del Virginia Tech College of Engineering. Cyro consentirà di monitorare e sorvegliare le profondità del mare per conoscere meglio la vita acquatica, mappare i fondali marini e rilevare le correnti. Il robot, grande come un essere umano adulto, sarà accompagnato nell’impresa da Robojelly, un altro robot più piccolo presentato nel 2012, della misura di una mano umana. La coppia di droni è parte integrante di un progetto finanziato con cinque milioni di dollari dallo U.S. Naval Undersea Warfare Center e l’Office of Naval Research.  

I robot sfruttano l’abilità delle meduse di consumare poca energia grazie a ridotti livelli metabolici e, inoltre, riescono a mimetizzarsi senza problemi nell’ecosistema marino grazie al fatto che in natura questi animali posseggono un’ampia varietà di colori, taglie e forme.

Cyro, alimentato da una batteria ricaricabile all’idruro di nichel, è stato creato sul modello della medusa criniera di leone (Cyanea capillata), è in grado di nuotare autonomamente e la sua pelle è stata realizzata con il silicone che dà al robot l’aspetto lucido tipico di questi organismi. Cyro riesce a nuotare grazie a una struttura rigida di supporto dotata di motori a corrente elettrica che controllano gli arti, utilizzati in combinazione con una mesoglea artificiale, e generano così un movimento idrodinamico.