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La famiglia dello skipper morto fa causa ai soccorritori

Le famiglie della vittime del naufragio, fanno causa a quella dello skipper e questa fa causa ai soccorritori

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San Diego (USA) – Nell'aprile del 2012, durante una regata, l’Aegean, un Hunter 376 con 4 persone a bordo, finisce sugli scogli di Coronada a 15 miglia a largo di San Diego. Nel naufragio muoiono tutte e quattro le persone che si trovavano a bordo.

Le perizie hanno stabilito che l’incidente si è avuto perché lo skipper, Theo Mavromatis, un ingegnere aerospaziale che era anche consulente della Raytheon, non è stato capace di aumentare lo zoom del suo cartografico tanto da vedere gli scogli sulla mappa. Inoltre, la barca navigava di notte senza nessuno in pozzetto, lasciando il governo al pilota automatico.

Le famiglie degli uomini periti nell’incidente, Joseph Stewart, Michael Patton e Kevin Rudolph hanno fatto causa per diversi milioni di dollari alla vedova Mavromatis accusando il defunto marito di negligenza.

Ora si è scoperto che l’Aegean era dotato di un sistema di allarme chiamato SPOT acquistato, in abbonamento per 17,95 dollari l’anno presso Amazon. Il sistema nella pubblicità diceva che era l’ideale per chiedere soccorso al 911 (il 112 europeo), sarebbe bastato schiacciare il bottone dell’apparecchio per fare partire i soccorsi. Mavromatis schiacciò quel bottone rosso, ma nessun allarme fu diramato e per diverse ore nessuno si mosse anche se alcuni notarono l'assenza dell’Aegean dagli schermi radar.

La tesi degli avvocati della famiglia Mavromatis è che anche se l’Aegean è andato a finire sugli scogli, non è stata quella la causa della morte dei tre componenti dell’equipaggio, ma la mancanza dell’arrivo dei soccorsi per diverse ore.

Adesso si dovranno fare una lunghissima serie di perizie e controperizie per determinare se gli uomini sopravvissero all’urto contro gli scogli e per quanto tempo, oltre a capire perché nessuno della Spot lanciò la richiesta di soccorso.

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