SVN logo

Incidenti in mare, picco ad agosto

Come tutte le estati nel periodo di massima frequentazione del mare si registra il maggior numero di incidenti

Abbonamenti SVN
ADV
Roma – A Castel Volturno, un morto , un disperso e un ferito frutto di un tuffo in mare e di un tentativo di salvataggio. Due giorni fa a Forio, vicino Napoli, una barca a motore affonda dopo aver preso degli scogli, salvati 7 adulti e 2 bambini. A Jesolo un’altro uomo è disperso in mare: era entrato in acqua per nuotare e non ha fatto più ritorno. A marina di Lesin un uomo cade in mare dal suo gommone e l’elica lo ferisce gravemente in più parti del corpo, è fortunato ad essere ancora vivo. Stessa sorte per un ragazzo tedesco di 22 anni alcuni giorni fa vicino a Salerno. Infine ricordiamo il First 53 nuovo distrutto da un cargo liberiano che dopo averlo colpito nella notte non si è fermato a dare soccorso, salvi per miracolo una famiglia con 3 bambini piccoli. Il Perini navi di 25 metri che va a finire contro la scogliera di Stromboli e, in ultimo, il superyacht a motore che entra in collisione con la bettolina dell’acqua proveniente da Ponza alle 4:30 del mattino.

Ordinaria amministrazione potranno pensare in molti. E’ vero, incidenti di questo tipo ci sono sempre e, anzi, questo sembra un anno particolarmente fortunato perché il numero dei morti è minore di quanto avveniva in tempi pre-covid, eppure, a ben ragionare, i casi in cui la vittima non è causa del proprio male sono veramente pochi.

Del tutto estraneo all’incidente, il Firt 53 colpito dal Cargo a largo di Ponza, gli skipper di un paio di barche a vela che hanno subito danni severi, ma non vittime o feriti, in episodi di collisione con barche a motore portate dal solito pilota automatico.

Per il resto, bagnanti che ignorano la bandiera rossa che avverte che non è il caso di entrare in acqua, comandanti professionisti che si distraggono, motoristi che scambiano il mare per un autostrada dove per ogni pericolo c’è un cartello. Anche quest’anno, nella maggior parte dei casi, sembra che la sfortuna in mare non esista, ma la superficialità di chi lo frequenta sia grande e molto pericolosa.

Alla fine della stagione mancano ancora alcune settimane, cerchiamo di far si che queste possano passare all’insegna del divertimento, cerchiamo di lasciare le motovedette a perlustrare le acque davanti alle spiagge e gli elicotteri di soccorso nei loro hangar. Quando siamo in mare usiamo la testa.




© Riproduzione riservata