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Collisione Ponza: in via di ultimazione le operazioni di recupero del superyacht

Il Superyacht Meantime che la settimana scorsa era entrato in collisione con la bettolina dell’acqua di Ponza è stato riportato a galla.

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Ponza – Il pontone con la gru chiamato dal proprietario del Meantime, il superyacht di 24 metri che nella notte del 14 agosto scorso alle 4:30 del mattino, era entrato in collisione con la nave cisterna che porta l’acqua all’isola di Ponza e che stava tornando a Gaeta, ha quasi terminato il lavoro di recupero dell’imbarcazione.

Mentre scriviamo la barca è stata sollevata e ora sarà messa in grado di essere trainata in un porto per essere alata e iniziare i lavori di ripristino. Lavori importanti che con tutta probabilità richiederanno diverse centinaia di migliaia di euro.

La Guardia Costiera non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione sulla dinamica dell’incidente, ma ora che lo scafo è fuori dall’acqua è evidente che l’impatto con la nave è avvenuto sul lato destro del Superyacht, questo significa che la bettolina proveniva da destra e quindi aveva la precedenza, quindi, con tutta probabilità, si è trattato una mancata precedenza da pare del Superyacht.

Il tempo era buono e il mare calmo e c’era oltre un quarto di luna, in quelle condizioni le luci di via della bettolina dovevano essere visibili da molte miglia di distanza, come la nave doveva essere ben visibile, viste le sue dimensioni, sul radar e sul’ AIS di bordo.

Senza voler fare ipotesi azzardate, si può prendere in considerazione l’eventualità che il comandante affidata la barca al pilota automatico si sia distratto contando sul fatto che di notte il mare è molto poco trafficato.

L’incubo del pilota automatico è ricorrente nella maggior parte degli incidenti che coinvolgono barche a motore e, in forma molto minore le barche a vela. La tentazione di abbandonare almeno per un po’ la postazione del timone è forte. Alcuni, poi, non riescono proprio a comprendere il rischio che corrono. Il pilota automatico ha ucciso decine di persone, spesso velisti che per la lentezza del loro mezzo non sono riusciti a mettersi in salvo quando hanno capito che la barca che gli stava arrivando addosso non aveva nessuno ai comandi. Eppure sono moltissimi i diportisti che affidano la loro barca al pilota automatico e la cosa che sorprende ancora di più che sono molti anche i professionisti che, invece, sanno perfettamente, i pericoli che corrono.

Quello del Meatime è stato un incidente fortunato, a bordo c’erano 7 persone e la possibilità che queste fossero ferite o rimanessero prigioniere nelle loro cabine è stata molto alta, il fatto che non ci siano stati ne feriti ne vittime è un grande colpo di fortuna.

Si rimane perplessi anche davanti alla decisione di navigare a quell’ora di notte. A quanto sembra la barca proveniva da Roma Fiumicino o Ostia. Il Meantime è una barca che può raggiungere Ponza comodamente in 3 ore di navigazione, perché non aspettare l’alba e navigare in piena sicurezza? Perché partire in piena notte quando tutti, compreso chi deve condurre la barca sono stanchi e più soggetti alla distrazione? Non lo sapremo mai, ma sarebbe bene rifletterci.



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