
Dal 1° al 7 agosto 2026, a Cowes, sull’Isola di Wight, la Cowes Week celebrerà i suoi 200 anni. La regata britannica, nata nel 1826, entrerà così in una delle edizioni più importanti della sua storia, confermando il ruolo di uno degli appuntamenti più antichi e riconoscibili della vela mondiale.
La prima regata si disputò il 10 agosto 1826 sotto la bandiera del Royal Yacht Club, che pochi anni più tardi sarebbe diventato il Royal Yacht Squadron. In palio c’era una Gold Cup del valore di 100 sterline e al via c’erano solo sette yacht. Oggi quei numeri sembrano lontanissimi, ma proprio da quella partenza prese forma una tradizione che avrebbe accompagnato l’evoluzione dello yachting per due secoli.
Le origini della Cowes Week e il ruolo del Solent
Cowes non era un luogo scelto a caso. Il Solent, il braccio di mare che separa l’Isola di Wight dalla costa meridionale dell’Inghilterra, era già allora un’area ideale per la navigazione, protetta ma tecnica, frequentata da armatori, club e imbarcazioni da diporto. Qui la vela da passatempo aristocratico iniziò progressivamente a trasformarsi in competizione organizzata, con regole, premi, partenze e classifiche.
La storia della Cowes Week è legata anche alla storia della vela inglese. Il Royal Yacht Squadron, nato nel 1815, ebbe un ruolo centrale nel dare forma alle prime regate organizzate. Nel 1828, proprio in questo ambiente, venne introdotta una delle regole fondamentali della vela: una barca mure a sinistra deve lasciare libera la rotta a una barca mure a dritta. È un dettaglio tecnico, ma racconta bene quanto Cowes sia stata importante nella costruzione del linguaggio moderno della regata.
Nel corso dell’Ottocento, l’evento crebbe insieme allo yachting britannico. Le regate divennero più strutturate, aumentarono le barche, arrivarono nuovi club e la partecipazione si allargò oltre il perimetro più ristretto del Royal Yacht Squadron. Nel 1851, nelle acque attorno all’Isola di Wight, si disputò anche la famosa regata attorno all’isola vinta dalla goletta America, episodio da cui sarebbe nata la Coppa America. Cowes divenne così uno dei luoghi simbolo della vela internazionale.
Due secoli di storia della vela britannica
Il Novecento portò cambiamenti profondi. Le guerre interruppero la continuità degli eventi e modificarono il mondo degli yacht club, degli armatori e delle grandi barche. Dopo la Seconda guerra mondiale, però, la vela tornò a crescere e Cowes Week accompagnò questa trasformazione. Le grandi barche rimasero parte del fascino dell’evento, ma accanto a loro trovarono spazio classi più accessibili, monotipi, barche da crociera-regata ed equipaggi con esperienze molto diverse.
È questa capacità di cambiare senza perdere identità che spiega la longevità della Cowes Week. La regata conserva il legame con il Royal Yacht Squadron, con il Solent e con la tradizione britannica, ma non è rimasta ferma all’immagine aristocratica delle origini. Nel tempo è diventata una settimana di vela aperta a molte categorie di barche, capace di unire agonismo, cultura marinaresca e vita a terra.
L’edizione del bicentenario avrà quindi un significato particolare. Gli organizzatori parlano di oltre 500 barche attese, con regate, eventi a terra e celebrazioni pensate per raccontare 200 anni di storia. Ma il valore della Cowes Week 2026 non sarà solo nei numeri. Sarà nel fatto che, due secoli dopo quella prima Gold Cup del 1826, le barche continueranno a partire dalle stesse acque, davanti a uno dei luoghi che hanno dato forma alla vela moderna.
Per questo la Cowes Week non è soltanto una regata storica. È una memoria viva della vela europea, un evento che mostra come lo sport sia cambiato insieme alle barche, ai club e alla società. Dal 1826 al 2026, Cowes ha attraversato epoche diverse senza perdere il proprio ruolo: mettere le barche in acqua, farle regatare nel Solent e trasformare ogni estate l’Isola di Wight in uno dei centri della vela mondiale.
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