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giovedì 26 novembre 2020

La replica del Bounty è affondata per colpa del suo comandante

Lunedì scorso sono state pubblicate le conclusioni dell’inchiesta sull’affondamento del Bounty avvenuto nel 2012, la colpa del disastro è del comandante

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Boothbay Harbour, Maine, (USA) – L’affondamento della replica del Bounty avvenuto nel 2012 durante l’uragano Sandy, nel quale persero la vita Claudene Christian di 42 anni, il comandante Robin Walbridge, e in cui, 14 membri dell’equipaggio furono salvati dai soccorritori, è avvenuto per colpa del comandante Walbridge.

Questo il giudizio della commissione d’inchiesta del National Transportation Safety Board che ha indagato sull’affondamento della nave che era stata costruita per girare il film “Gli ammutinati del Bounty” del 1962 con Marlon Brando e poi utilizzata per altre proiezioni come “L’isola del tesoro” del 1989 di Charlton Heston o i “Pirati dei Caraibi” della Disney con Jonny Depp.

Nella relazione della commissione d’inchiesta sono molte le mancanze che si addebitano al comandante. Quella che colpisce di più è la decisione di Walbridge di lasciare il porto in anticipo rispetto alla data stabilita, una scelta dettata dalla superstizione e non dall'analisi meteorologica del comandante.

Walbridge sapeva che lasciando il porto giovedì 25 ottobre, avrebbe incrociato l’uragano Sandy e ne conosceva la potenza, ma ha preferito l’uragano alla sfortuna che, a suo dire, sarebbe toccata a chiunque iniziasse un viaggio di venerdì.

Il comandante Walbridge è partito nonostante le raccomandazioni della torre del marina di Boothbay Harbour che suggeriva di rimandare la partenza al giorno dopo per dar tempo all’uragano di allontanarsi.

Walbridge ha quindi portato la nave al disastro, ha messo in pericolo il suo equipaggio e provocato la morte di un suo membro oltre ad aver perso la sua stessa vita, per superstizione.

Ma la storia non finisce qui. Gli inquirenti hanno anche scoperto che la nave il mese prima del disastro era stata alata per subire la manutenzione annuale. Durante i lavori erano state scoperte delle tavole di fasciame marce che sarebbero dovute essere sostituite prontamente per non mettere a rischio l’intera struttura, ma il comandate ha preferito soprassedere e rimandare la sostituzione all’anno dopo.

Gli operai del cantiere, hanno testimoniato come i lavori sul Bounty fossero fatti dall’equipaggio, il quale, in media, aveva sei mesi di esperienza. Diversi operai del cantiere hanno testimoniato come erano intervenuti più volte per mostrare ai ragazzi del Bounty come fare il calafataggio, ma che comunque le riparazioni e la manutenzione della nave era stata fatta senza competenza e in alcuni casi aveva peggiorato la situazione della nave invece che migliorarla.