sabato 22 giugno 2024
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Odio sui social: haters contro le orche assassine

Dopo l’affondamento del Sun Odyessey 519 avvenuto a largo del Marocco qualche giorno fa sui social stanno intensificandosi i messaggi di odio contro questi cetacei.

Uno strumento ideato per infliggere sofferenza alle orche
Uno strumento ideato per infliggere sofferenza alle orche
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Recentemente, sui social media è esplosa un'ondata di odio contro le orche assassine, in seguito all'affondamento di una barca a largo del Marocco. Il Sun Odyssey 519 è affondato il 12 maggio 2024, quando un gruppo di orche, giocando con i timoni, ha causato la rottura di uno di questi, portando al naufragio della barca.

Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito. Tuttavia, questo episodio ha scatenato gli haters online, che hanno inondato i social con decine di post violenti provenienti da tutta Europa, proponendo metodi crudeli e sadici per allontanare questi cetacei.

Prima dell'affondamento, i messaggi sui social si limitavano a suggerire di spaventare le orche o a chiedere perché le marine dei vari paesi non intervenissero per allontanarle. Dopo l'incidente, però, il tono è cambiato drasticamente, con molte persone che hanno dichiarato una vera e propria "guerra" alle orche.

Alcuni skipper hanno ideato e costruito strumenti di tortura con l'intento di ferire le orche, nella speranza che il dolore le spingesse ad allontanarsi dalle barche. Molti navigatori hanno pubblicato post in cui reclamano il diritto alla libera navigazione, arrivando a chiedere l'uccisione delle orche in nome di questo diritto.

Per quanto preoccupanti, questi post restano relativamente limitati. Tuttavia, è impressionante osservare come, in certi momenti, l'umanità possa regredire a comportamenti primitivi, simili a quelli dei nostri antenati.

Proporre di sterminare tutte le orche, una specie già in via di estinzione, è assurdo. Sarebbe come dire che, siccome nel Mar dei Sargassi ci sono alghe galleggianti che potrebbero bloccare una barca, tutte le alghe dovrebbero essere distrutte.

Le barche a vela navigano per piacere e per il contatto con la natura. Nessuno obbliga gli skipper a prendere il mare e passare nelle zone a rischio di attacco. Non è giustificabile chiedere lo sterminio di una popolazione di cetacei solo per una passeggiata in Atlantico.

L’immagine che vi mostriamo in questo articolo, tratta dai social media, illustra uno strumento ideato per infliggere sofferenza alle orche. Ci si chiede se davvero l'umanità sia progredita rispetto ai tempi delle caverne.

© Riproduzione riservata

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