Sollevata l’ancora e preso il mare, Peter ha deciso di tagliare il golfo di Cadice, ovvero, prendere la via più corta per raggiungere lo stretto di Gibilterra e da qui raggiungere la Croazia.
Quando ormai erano al largo, hanno visto un gommone puntargli contro, poco dopo hanno riconosciuto il gommone che gli era passato davanti a tutta velocità ma, questa volta, gli uomini a bordo erano tutti incappucciati.
Due più due fa sempre quattro e Peter ci ha messo un attimo a capire che quegli uomini erano diretti verso di loro e non avevano intenzioni amichevoli.
Scappare era impossibile, ma fortunatamente l’onda era piuttosto alta, un paio di metri, così Peter ha deciso di mettersi con la prua all’onda e dare velocità. La barca ha iniziato a cavalcare le onde in modo disordinato e violento e non permettendo al gommone, ormai giunto affianco alla barca, di accostarsi alla poppa per far salire a bordo gli uomini.
Peter e Lioba erano terrorizzati. Lioba mentre il marito cercava di tenere lontano il gommone facendo ballare il più possibile la barca sulle onde, ha chiamato con la radio la Guardia Costiera che è stata rapidissima.
Secondo il racconto di Peter dopo “dieci minuti” un elicottero della Guardia Costiera era in vista e puntava contro il gommone che vistosi alle strette ha preferito scappare sulla costa africana. L’elicottero lo ha inseguito sino al limite delle acque territoriali e lì si è dovuto fermare.
Al mayday di Lioba avevano risposto anche due petroliere che erano nelle vicinanze e i comandanti di entrambe si erano offerti di interporsi con le loro navi tra il Lagoon e il gommone, ma l’azione dell’elicottero è stata, fortunatamente, sufficiente.
La Guardia Costiera spagnola ha preso molto sul serio l’attacco subito da Peter e Lioba e ha subito iniziato delle indagini per riuscire a risalire alle persone che erano sul gommone.
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