
Iscritti nel registro degli indagati due componenti del gruppo di persone che erano a bordo del gommone che, lo scorso 9 agosto a Mondello, ha ucciso il giovane Simone La Torre. La Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta e ha iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di omicidio colposo, il ragazzo che era al timone del mezzo e il noleggiatore che era presente a bordo.
Secondo la ricostruzione iniziale, il ragazzo, che aveva 22 anni, si trovava a bordo del gommone e, probabilmente a causa di una virata brusca del mezzo, è caduto in acqua. Il gommone, nel tentativo di recuperarlo, gli è passato sopra e l’elica lo ha ferito a morte.
Le responsabilità della conduzione
Un aspetto importante dell’indagine riguarda le regole di conduzione dei mezzi nautici. Chi è materialmente al timone del gommone, infatti, non è obbligato ad avere la patente nautica: questa deve essere in possesso del comandante, cioè della persona che assume la responsabilità dell’imbarcazione. Nel caso specifico, il comandante potrebbe coincidere con il noleggiatore del mezzo. Questo dettaglio sarà fondamentale per stabilire chi fosse realmente responsabile della navigazione al momento della tragedia.
Le indagini in corso
Gli investigatori stanno approfondendo le dinamiche dell’incidente, con particolare attenzione al rispetto delle distanze di sicurezza dalla zona balneabile. La Guardia Costiera ha già acquisito la documentazione relativa al gommone e al suo utilizzo, verificando se il noleggio e la conduzione fossero in regola.
Le due persone indagate sono state ascoltate dagli inquirenti e la loro posizione sarà valutata in base alle perizie tecniche e alle testimonianze raccolte.
Il dibattito sulla sicurezza
Il drammatico episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza in mare: è giusto che chi è al timone non debba avere la patente nautica, ovvero possa non avere una preparazione di alcun tipo per condurre mezzi che sono potenzialmente molto pericolosi?
© Riproduzione riservata






















