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venerdì 27 novembre 2020

Affondato a colpi di mitragliatrice il peschereccio dello tsunami

E’ stato affondato ieri, al largo delle acque dell’Alaska, il peschereccio ritrovato il 20 marzo scorso

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Tokio - Il proprietario aveva rinunciato al diritto di recupero, un peschereccio canadese, aveva reclamato il premio per il ritrovamente, ma nel frattempo il Ryou-Un Maru, il peschereccio fantasma che, strappato agli ormeggi durante lo tsunami avvenuto a marzo dello scorso anno in Giappone, aveva attraversato l’oceano alla deriva ed era stato avvistato da un ricognitore canadese lo scorso 20 marzo, diventava sempre più pericoloso.

Una nave di quelle dimensioni senza equipaggio né sistemi di segnalazione, a 200 chilometri dalla costa, è un vero pericolo per la navigazione. Per questo, la Guardia Costiera Canadese, ieri ha rotto gli indugi e con una motovedetta, l'Anacapa, armata con mitragliatori da 25 mm, ha fatto fuoco sullo scafo arruginito puntando ai serbatoi che contenevano ancora 7.600 litri di carburante. La barca ha preso subito fuoco e una seconda scarica sotto la linea di galleggiamento l’ha aiutata ad affondare. Ora il relitto si trova a 1.850 metri di profondità.

Il problema dei detriti derivanti dallo tsunami e in navigazione in oceano verso le coste americane, comincia a dispiegarsi in tutta la sua gravità. Il governo giapponese, ha calcolato che le correnti stanno portando verso la costa degli Stat Uniti e Canada, circa 1,5 milioni di tonnellate di detriti vari, di cui il Ryou-Un Maru, era un esempio. Barche, pezzi di case di legno, alberi e ogni altra sorta di relitti, sono attesi sulle coste del nord America tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014.