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Noleggio: skipper disperati

Verso fine stagione si cominciano a sentire i segni della stanchezza, e diversi skipper professionisti cominciano a pensare come sbarcare gli ospiti poco graditi.

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Lipari – La stagione è stata intensa per moltissimi skipper che in questi anni di pandemia stanno vivendo un periodo di lavoro più pesante del solito per supplire, in qualche modo, alla mancanza di un numero sufficiente di colleghi. A metà stagione la stanchezza è tanta e i limiti di sopportazione si cominciano ad abbassare, per questo diversi skipper arrivano a sbarcare i loro ospiti.

A sbarcare gli ospiti indesiderati sono soprattutto gli skipper armatori, i proprietari delle barche che fanno noleggio occasionale. Più raramente gli skipper che lavorano per società di charter, perché sbarcare gli ospiti significa sottoporsi a una serie infinita di domande da parte della società di charter e si rischia di essere etichettato come un comportamento poco professionale.

Nelle chat di skipper sui social o nei gruppi su whatts app si possono seguire le vicissitudini di molti skipper con i loro ospiti. SI legge come tra questi ultimi c’è chi è convinto che lo skipper sia una specie di maggiordomo che debba provvedere a ogni desiderio dell’ospite e quando questi gentilmente fa notare che lui porta la barca, pulisce il ponte, conferisce la spazzatura a terra, prenota la boa, pensa all’ormeggio e quando si sta in rada mentre gli ospiti sono al ristorante fa la guardia alla barca, ma… non rassetta la cucina, alcuni reagiscono in male modo apostrofando il malcapitato con improperi e eleggendolo a bersaglio di ogni tipo di angheria. C’è poi chi ha un brutto rapporto con l’acool, soprattutto gli stranieri, che spesso arrivano a bordo della barca in rada in piena notte facendo molto rumore e svegliando chi, nelle altre barche, vorrebbe dormire e assumono atteggiamenti violenti contro lo skipper che non vuole assecondare i loro comportamenti pericolosi come salire sul tettuccio del fly del catamarano per esibirsi in un tuffo a volo d’angelo.

In questi casi lo skipper, quando capisce che la situazione si fa pericolosa, fa scendere gli ospiti. Dal momento che scendere significa interrompere la vacanza senza neanche avere un rimborso per i giorni non goduti, in pochi sono coloro che accettano la decisione del comandante della barca senza reagire.

Sempre nelle chat si legge come a volte, gli skipper siano costretti a chiedere l’intervento della Guardia Costiera o dei Carabinieri che sono tenuti a supportare la richiesta dello skipper perché questi è il comandante della barca ed è lui ha decidere se una persona può o no stare a bordo: gli è sufficiente invocare la sicurezza della barca perché i militari intervengano e facciano accomodare gli ospiti a terra.

Per quanto più raro, esistono anche casi opposti, in cui gli ospiti chiedono che a sbarcare sia lo skipper. Specialmente in questo ultimo periodo in cui gli skipper sono rari si ricorre, a volte, a improvvisati che pur sapendo condurre una barca, non hanno idea di cosa significhi gestire un gruppo di ospiti. Skipper maleducati, skipper che si svegliano tardi impedendo il normale precedere della vita di bordo, skipper che non si lavano e che puzzano, e ultimamente, skipper non vaccinati. In questi casi molti ospiti, chiedono che lo skipper sia sostituito. Quasi sempre, quando c’è un possibile sostituto sono accontentati. Altre volte, se non è possibile , sono loro a lasciare la barca e li si innesca molto spesso una discussione con la società di charter che è restia a restituire la quota non goduta del nolo sulla semplice base di una lamentela senza avere la possibilità di accertarsi se si tratta di una lamentela fondata o di un esagerazione di un clienti troppo pretenzioso.
In ogni caso quando qualcuno da una parte o dall’altra lascia la barca, la situazione non è mai facile.


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