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I superman della Talisker Whisky Atlantic

I Row2Recovery arrivano terzi alla più dura regata di canoa del mondo e Antigua fa festa

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Antigua – E’ arrivato ad Antigua, dopo 48 giorni di Atlantico, l’equipaggio della Talisker Whisky Atlantic, la più dura regata per rematori del mondo, Row2Recovery, l’equipaggio composto da 4 soldati inglesi reduci dell’Afghanistan.

Due di loro, Cayle Royce e Scott Blaney sono caporali dell’esercito inglese che sono rimasti lesi durante due operazioni in Afghanistan e hanno perso, Royce entrambe le gambe e parte di una mano e Blaney, una gamba.

I due insieme a altri due amici, ufficiali dell’esercito, hanno voluto partecipare alla Talisker Whisky per raccogliere fondi per i veterani dell’ Afghanistan.

Se la Vandée Globe è l’Evertest dei velisti, la Talisker Whisky Atlantic lo è per i canoisti. 3.000 miglia di oceano dalle Canarie ai Caraibi, senza assistenza.

Alla partenza erano 16 equipaggi, tre dei quali durante il lungo viaggio si sono ritirati in modo più o meno drammatico (uno di loro è stato salvato da un cargo).

A vincere la gara il duo britannico composto da Mike Burton e Tom Salt, due velisti inglesi che si sono conosciuti durante un giro del mondo e in questa occasione si sono uniti per affrontare questa impresa, anche loro per raccogliere fondi a scopo di beneficienza. Burton e Salt, hanno impiegato 41 gironi ha compiere la traversata, 7 in meno dei loro connazionali del Row2Recovery

I ragazzi del Row2Recovery, sono arrivati terzi. Dopo i primi giorni di Atlantico, il gruppo di canoisti è stato investito da una forte tempesta con onde di circa 12 metri, la loro barca di 29 piedi si è girata: “fortunatamente per poter remare, ci legavamo ai seggiolini e Royce, che ha perso anche parte di una mano, era legato anche al remo, questo ci ha salvato tenendoci ancorati alla barca” ha dichiarato Blaney, all’arrivo.

I quattro hanno remato a coppia con turni di due ore per 48 giorni.

“Quando mi sono svegliato in ospedale, dopo l’esplosione della mina e ho visto che non avevo più le gambe e anche la mano destra esisteva ancora solo in parte, ho pensato che la mia vita era finita. Poi, lentamente, mi sono detto che non potevo arrendermi a 27 anni. Questa avventura in mare, è stata la dimostrazione che io, come altri ai quali è successa una cosa simile, abbiamo perso una gamba o una mano, ma non abbiamo perso la vita.” Ha detto ai giornalisti Cayle Royce al suo arrivo.

Quando i quattro sono arrivati, conquistando il terzo posto, gli è stato riservata un accoglienza particolarmente calorosa. “Tutte le barche della rada hanno suonato le loro trombe e il cielo si èriempito di razzi arancioni sparati per noi, è stato molto emozionante,” ha raccontato entusiasta Blaney.




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