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Day 74 - Dick non molla e continua senza chiglia

Jean Pierre Dick tiene alta la bandiera di Vibrac Paprec 3 e continua a navigare verso Les Sables d’Olonne

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Day 74 - Se capitasse a noi di perdere la chiglia con tutta probabilità ci ribalteremmo, ma anche ammesso che ciò non accadesse, certamente prenderemmo la radio e chiederemmo soccorso. Nel mondo della Vendée Globe, perdere una chiglia non significa necessariamente doversi fermare, ma solo, al limite, rallentare e questo è quello che sta facendo, sotto gli occhi stupiti di tutto il mondo velico, Jean Pierre Dick, skipper di Vibrac Parpec 3.

Ieri, quando ha annunciato di aver perso la chiglia, tutti lo credevano fuori dalla regata, noi compresi, ma poi, quando con il passare delle ore, il comunicato di ritiro non è arrivato, si sono cominciate a capire le intenzioni di Dick.

Jean Pierre Dick, terzo in classifica, a 2000 miglia da casa, non si ritira e tira dritto.

Con la barca appesantita dai ballast pieni sino all’orlo per bilanciare la mancanza del bulbo, Dick, sta procedendo a 9 nodi con punte di 11 nodi spinto da un vento da est di 14 nodi e perde lentamente terreno su Alex Thomson il quale, però, se vuole conquistare il terzo posto, se lo dovrà conquistare.

Se Dick riuscirà a mantenere la barca stabile e a non incorrere in altri incidenti, può sperare di concludere la regata al quarto posto, il che sarebbe veramente un grande successo. Jean Le Cam che occupa la quinta posizione è a 1.600 miglia da lui e per poterlo superare approfittando del grave handicap di Vibrac Paprec 3, dovrebbe mantenere una media superiore ai 16 nodi, cosa che al momento non riesce a fare.

Arrivare senza chiglia – Non è la prima volta in una Vendée Globe che una barca arriva senza chiglia al traguardo. Nel 2004, Mike Golding, percorse le ultime 50 miglia dopo aver perso la chiglia e nel 2008 Marc Guillemot, che in questa edizione si è dovuto ritirare dopo che il suo Safran ha urtato una boa metallica di segnalazione, percorse con il solo ausilio dei ballast le ultime 1000 miglia.

François Gabart – Intanto Macif continua la sua corsa. Nella notte ha aumentato il suo distacco su Armel Le Cléac’h di circa 25 miglia. Tra lui e Armel la distanza ora è di 111 miglia. François si prepara ad affrontare l’ultimo ostacolo, uno dei più duri, quello che alla partenza ha mietuto molte vittime provocando il ritiro di diverse barche, il burrascoso Golfo di Biscaglia. Se sarà sufficientemente veloce da arrivare a Les Sables d’Olonne per il 26, riuscirà a evitare una forte burrasca che dovrebbe investire il golfo a partire dal giorno 27, che invece investirà Thomson che per quella data dovrebbe essere in prossimità del Golfo.

Un po’ di tregua per Alessandro – Di Benedetto da questa notte sta attraversando una zona di venti deboli e mare relativamente calmo, il che, se dal punto di vista agonistico, lo fa rallentare e incrementa la sua distanza dai suoi concorrenti, dal punto di vista delle sue condizioni fisiche, rappresenta un momento di tregua che potrebbe essere fondamentale per lo skipper italo-francese che due giorni fa si è rotto una costola in una brutta caduta.

Classifica 23 gennaio 2013, ore 12:00
1- Macif (François Gabart)
2- Banque Populaire (Armel Le Cléac´h)
3- Virbac Paprec 3 (Jean-Pierre Dick)
4- Hugo Boss (Alex Thomson)
5- SynerCiel (Jean Le Cam)
6- Gamesa (Mike Golding)
7- Mirabaud (Dominique Wavre)
8- ACCIONA 100% EcoPowered (Javier Sansó)
9- AKENA Vérandas (Arnaud Boissières)
10- Votre Nom Autour du Monde avec EDM Projets (Bertrand de Broc)
11- Initiatives-coeur (Tanguy De Lamotte)
12- Team Plastique (Alessandro Di Benedetto)