SVN logo

L'equipaggio di Scallywag spiega cosa è accaduto

Il team manager parla con la barca e raccoglie il resoconto dell'accaduto

Abbonamenti SVN
ADV
Oceano Antartico - David Witt, lo skipper di Scallywag, ha parlato con Tim Newton, team manager di Scallywag, al quale ha riferito in breve cosa è accaduto il 26 marzo, giorno in cui il 48 enne inglese John Fischer è caduto in mare e non è stato possibile recuperarlo.

L’incidente è avvenuto nell’Oceano Antartico, a circa 1400 miglia nautiche a ovest di Capo Horn.

A bordo l’atmosfera è molto pesante tutti sono profondamente segnati dall’accaduto, ha detto Newton. “Ho chiesto all’equipaggio di mettere giù una linea temporale dell’accaduto.”

Questo quanto è scaturito dall’invito di Newton
• Lunedì 26 marzo, SHK / Scallywag stava correndo la 7ª tappa della Volvo Ocean Race da Auckland, in Nuova Zelanda, a Itajai, in Brasile, e si trovava a circa 1.400 miglia nautiche a ovest di Capo Horn.
• Le condizioni meteorologiche erano 35-45 nodi di vento da ovest con onde da 4 a 5 metri con molta schiuma nell’aria che riduceva la visibilità. Era appena prima dell’alba.
• La squadra stava navigando con una mano di terzaroli e il fiocco J2. L’FR0 ( un fiocco frazionato di 235 mq) era a riva, ma era rullato.
• A circa 1300 UTC SHK / Scallywag ha planato su di una grande onda che ha provocato una strambata accidentale
• John Fisher era sul ponte, e si è mosso verso prua per lavorare al FR0. In quel frangente aveva sganciato la cintura di sicurezza per muoversi meglio.
• Mentre il boma spazzava la barca, il paranco di randa ha catturato John e lo ha gettato fuori bordo. Molti nell’equipaggio ritengono che John avesse perso i sensi prima di cadere in acqua a causa della botta molto violenta che aveva subito.
• John, al momento dell’incidente, indossava una tuta di sopravvivenza con cappuccio, guanti e un giubbotto di salvataggio.
• Appena John è caduto in acqua è stato lanciato il Jon buoy e il ferro di cavallo. (il Jon Buoy è un anulare autogonfiabile che una volta aperto ha un’asta di plastica gonfiata giallo rifrangente alta un paio di metri sull’acqua che dovrebbe facilitarne l’individuazione dalla barca)
• E’ occorso del tempo per riprendere il controllo della barca, subito dopo la barca è tornata sui suoi passi per cercare John.
• Circa 42 minuti dopo l’incidente il team ha informato il Race Control, via email, che c'era un uomo in mare e che stavano tornando alla posizione MOB (Man overboard) per iniziare il protocollo di ricerca
• Con l'aiuto del Centro di Coordinamento per il Salvataggio Marittimo (MRCC) e il Controllo di Gara ad Alicante, Scallywag ha effettuato un’operazione di ricerca per diverse ore, ma senza successo. La barca, a causa delle pessime condizioni metereologiche, non è stata in grado di rintracciare né l’uomo perso in mare né il Jon Buoy o il ferro di cavallo lanciati subito dopo l’incidente.
• Con il giungere dell’oscurità e il peggioramento delle già critiche condizioni metereologiche è stata presa la difficile decisione di abbandonare le ricerche per preservare la sicurezza degli uomini ancora a bordo.

Newton ha riferito che il team è sconvolto. Il suo obiettivo ora è di riportare la barca e l’equipaggio a terra.

“Questa storia, purtroppo non è ancora finita – ha detto Newton. - La barca si trova a 1200 miglia da costa e le condizioni meteo sono estremamente difficili e le previsioni sono di peggioramento. Nei prossimi giorni si attendono onde enormi. Il nostro unico obiettivo, con l'assistenza di Race Control ad Alicante, è quello di portare la squadra in porto in sicurezza.”

"Una volta raggiunto questo obiettivo, avremo il tempo di riflettere su quanto accaduto e sforzarci di capire il perché è accaduto in modo da poter trarre una lezione da quello che è successo a John e far sì che non accada più.”

“Lui, che ha passato molto tempo a trasmettere ai più giovani le sue esperienze perché potessero trarne insegnamento, sarebbe contento di sapere che quanto imparato dal suo incidente ha salvato la vita ad altri.”