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La flotta verso Capo Horn, Scallywag verso il Cile

L’equipaggio di Sun Hung Kai/Scallywag sta facendo rotta verso la costa cilena, mentre cerca di elaborare la perdita del compagno John Fisher. Gli altri team, profondamente colpiti dalla notizia, continuano verso Capo Horn

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L’equipaggio di Sun Hung Kai/Scallywag, in corsa nella settima tappa della Volvo Ocean Race partita lo scorso 18 marzo dalla città di Auckland alla volta della brasiliana Itajai, dopo la perdita in mare avvenuta lunedì del compagno John Fisher, non ha confermato i suoi piani, sebbene la costa cilena rappresenti la terra ferma più vicina e la meno insidiosa da raggiungere.

Le altre sei barche continuano la loro veloce andatura verso Capo Horn e lo skipper Bouwe Bekking e il suo equipaggio di Team Brunel, di cui fa parte anche l’italiano Alberto Bolzan, continua a mantenere la leadership conquistata quattro giorni fa e ha accumulato un solido margine di 50 miglia sugli inseguitori.

Tutti i team hanno dovuto affrontare venti di tempesta a oltre 40 nodi e onde realmente mostruose nella loro discesa verso Capo Horn, dove l’Oceano Meridionale si incanala in uno stretto spazio fra il Sud America e l’Antartide.

Il famoso Capo segna il passaggio dal Pacifico all’Atlantico meridionale e per la flotta indica la sospirata fine della navigazione nel Southern Ocean. Le ultime previsioni danno una ETA (Expected Time of Arrival) a Capo Horn verso metà giornata UTC (il primo pomeriggio in Italia) di giovedì.

Alle spalle di Brunel, Vestas 11th Hour Racing, Dongfeng Race Team, MAPFRE, Turn the Tide on Plastic e team AkzoNobel.
Malgrado la regata continui, la perdita di John Fisher pesa nei pensieri e nei cuori di tutti i velisti della Volvo Ocean Race.

Il navigatore Simon Fisher da brodo di Vestas 11th Hour Racing ha inviato a terra questo messaggio: “Dopo la devastante notizia di ieri stiamo navigando verso Capo Horn con un peso sul cuore. Anche se dobbiamo restare concentrati, posso parlare a nome di tutti a bordo e dire che oggi i nostri pensieri sono solo per John, la sua famiglia, i suoi amici e compagni. Il Southern Ocean è stato particolarmente duro quest’anno, non ha dato un momento di respiro, né di pausa. E, con la tragedia di ieri, questi ultimi giorni nel Pacifico, saranno ancora più duri.”


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