mercoledì 19 gennaio 2022
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L’Isola della Capraia è in crisi per colpa dei prezzi alti

L’isola con il prezzo della benzina più alto del mondo, protesta e chiede prezzi più bassi

Campo boe davanti al porto di Capraia visto dall'alto
Campo boe davanti al porto di Capraia visto dall'alto
Isola di Capraia – In pochi anni la Capraia è passata dall’essere la perla dell’arcipelago toscano a terra che rischia lo spopolamento, le presenze stagionali sono scese da 80.000 a 25.000 turisti e la tendenza sembra essere verso numeri ancora più bassi.

Contro questa crisi che rischia di portare diversi isolani ad abbandonare la propria terra, si sono mossi i commercianti dell’isola che durante la presentazione dell'indagine sulle criticità e potenzialità dell'isola “la Voce delle imprese” elaborata dalla Confesercenti Provinciale di Livorno, hanno lanciato un grido di allarme.

I prezzi sono troppo alti, questo è il problema principale dell’isola. Qui una bombola del gas, costa 4 volte quello che costa a Livorno. Un litro di benzina costa 2,30 euro e il gasolio è a 2,00 euro. Il biglietto andata e ritorno della nave da e per Livorno sfiora i 45 euro, tutte cose che tengono lontani i turisti che continuano a scendere in numero.

Gli armatori delle barche a motore non amano venire da queste parti perché fare gasolio qui costa molto di più che farlo a terra, si trovano pochi pezzi di ricambio e qualsiasi problema alla barca diventa un fatto serio.

I commercianti hanno quindi chiesto l’intervento della regione perché si attivi per trovare una soluzione ai prezzi dei traghetti e dei carburanti.

Anna Landini presidente di Confesercenti Provinciale di Livorno ha lanciato una proposta: «Agevoliamo il prezzo del biglietto ai cittadini livornesi - dice - così da incentivare il turismo domestico settimanale che garantirebbe un flusso importante di presenze con ricadute positive per questo territorio».

Il problema è che il grosso del turismo di Capraia sono i diportisti e puntare sul turismo mordi e fuggi del traghetto che scarica i villeggianti provenienti da Livorno la mattina e li riporta indietro la sera, significa andare in tutta altra direzione da quella di attirare più diportisti. A Capraia servirebbe un porto con più posti barca, o almeno un campo boe molto più grande di quello esistente.

Inoltre sarebbe necessario fare in modo che il diportista che intende andare a Capraia possa sapere in anticipo se troverà o meno un posto barca al suo arrivo, molti diportisti non vanno sull’isola perché il porto non accetta prenotazioni.

© Riproduzione riservata

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