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sabato 2 maggio 2026
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La Grande Motte conferma la crescita dei multiscafi: 82 catamarani e trimarani in acqua

A La Grande Motte 82 multiscafi confermano la crescita di catamarani e trimarani tra vela, motore, comfort, autonomia e nuove scelte armatoriali.

Il salone della Grand Motte è l'unico salone europeo interamente dedicato ai multiscafi
Il salone della Grand Motte è l'unico salone europeo interamente dedicato ai multiscafi
Aladar Aladar Aladar
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A La Grande Motte i multiscafi hanno dato un segnale chiaro al mercato nautico: l’edizione 2026 dell’International Multihull Show si è chiusa con 82 barche esposte in acqua, tra catamarani e trimarani a vela e a motore, confermando la centralità di un settore che continua ad attirare cantieri, armatori e visitatori da tutto il mondo e che da diversi anni registra costantemente una crescita a due cifre.

Il salone francese, andato in scena dal 22 al 26 aprile, non ha raccontato soltanto la crescita numerica dei modelli presenti. Ha mostrato soprattutto come il multiscafo stia cambiando identità. Non è più soltanto la barca del charter, pensata per offrire cabine, volumi e facilità di gestione durante le vacanze. Sempre più spesso è una scelta armatoriale, una casa navigante, ma anche una piattaforma tecnica su cui i cantieri sperimentano soluzioni per ridurre i consumi, aumentare l’autonomia e semplificare la vita a bordo.

Il multiscafo parla a pubblici diversi

Passeggiando tra le banchine di La Grande Motte, il dato più evidente è stato proprio questo: il multiscafo non parla più a un solo pubblico. Ci sono catamarani spaziosi, con interni curati e layout pensati per lunghe permanenze a bordo. Ci sono trimarani e catamarani più leggeri, costruiti per chi cerca prestazioni, velocità e piacere di navigazione. E cresce una fascia di barche che prova a tenere insieme comfort e comportamento marino.

Il successo del multiscafo nasce da motivi concreti. Gli spazi sono maggiori rispetto a un monoscafo della stessa lunghezza, la stabilità all’ancora è più elevata, la separazione tra cabine e zone comuni rende la vita a bordo più comoda. Per molte famiglie e per molti armatori che arrivano dal motore, il catamarano rappresenta un passaggio naturale verso la vela: offre una sensazione di sicurezza, permette di muoversi con più agio e riduce alcune paure legate allo sbandamento.

Comfort, tecnica e autonomia a bordo

Ma sarebbe riduttivo leggere questa crescita solo come una ricerca di comfort. Il mercato sta spingendo anche in una direzione tecnica. La presenza di modelli ibridi, elettrici e full electric, insieme alla maggiore attenzione verso l’autonomia energetica, indica che il tema non è più marginale. Pannelli solari, batterie, sistemi di gestione dei consumi e propulsioni alternative entrano sempre più spesso nel progetto fin dalle prime fasi.

A La Grande Motte si è visto anche un altro cambiamento: il multiscafo è ormai un prodotto globale. I nuovi modelli arrivano da Europa, Cina, Tunisia, Sudafrica, Vietnam, Australia e Thailandia. Questo allargamento geografico modifica gli equilibri del mercato e rende più varia l’offerta. Non ci sono soltanto i grandi nomi già affermati, ma anche cantieri emergenti che cercano spazio con progetti mirati: lunga navigazione, performance, powercat, elettrico, semi-custom.

Le barche che raccontano la nuova offerta

Tra le barche osservate con maggiore attenzione ci sono modelli che raccontano bene questa diversità. L’Outremer 48 conferma l’interesse per il catamarano da crociera veloce, capace di parlare a chi vuole macinare miglia senza rinunciare alla gestione familiare. Il Rapido 40R porta invece al centro il tema del trimarano sportivo, leggero e orientato alle prestazioni. Molta curiosità ha suscitato il Simbad 55, il nuovissimo catamarano della Simbad Yacht, un nuovo nome nel panorama nautico spagnolo, un nome che si presenta con tutte le carte in tavola portando come primo modello un prodotto di tutto rispetto.

Accanto a questi, la presenza di powercat come i modelli Leopard e Aventura mostra quanto il multiscafo a motore stia diventando una categoria sempre più strutturata.

Il rapporto tra barche armatoriali e barche da charter resta uno dei punti più interessanti. Le differenze non scompaiono: una barca pensata per il noleggio deve essere robusta, razionale, facile da gestire e adatta a un uso intensivo. Una barca armatoriale può invece permettersi più personalizzazione e soluzioni costruite intorno alle abitudini del proprietario. Però il confine si sta assottigliando: anche il charter chiede più qualità, mentre molti armatori cercano barche semplici, non troppo complicate da condurre e mantenere.

Una crescita da leggere senza contrapposizioni

Il salone ha mostrato anche qualche elemento di prudenza. Secondo gli organizzatori, la frequentazione complessiva è stata leggermente inferiore rispetto all’anno precedente, mentre la presenza internazionale ha raggiunto numeri importanti. È un dato che va letto senza enfasi: il mercato non corre in modo uniforme, ma il multiscafo continua a richiamare interesse, soprattutto da parte di un pubblico internazionale.

Per chi ama la vela, il punto più importante è forse un altro. La crescita dei catamarani non deve essere vista come una contrapposizione ai monoscafi. Sono modi diversi di vivere il mare. Il monoscafo resta legato a una cultura profonda della navigazione, alla sensibilità del timone, al rapporto diretto con lo sbandamento e con la forma dello scafo. Il multiscafo risponde ad altre esigenze: spazio, stabilità, autonomia, facilità di vita a bordo.

La Grande Motte, in questo senso, è diventata una finestra utile per capire dove sta andando una parte importante della nautica. Non solo barche più grandi e più comode, ma progetti più articolati, più internazionali, più attenti all’energia e alla gestione a bordo. Il multiscafo continua a crescere perché intercetta un desiderio molto concreto: vivere il mare con più spazio, più autonomia e meno fatica, senza rinunciare alla navigazione.

Per il mondo della vela è una notizia da osservare con attenzione. Dietro i pontili pieni di catamarani e trimarani non c’è solo una moda, ma una trasformazione del modo in cui molti armatori immaginano la propria barca. E quando cambia il modo di immaginare la barca, cambia anche il modo di progettare il futuro della nautica.

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