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sabato 2 maggio 2026
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Neel Trimarans riparte con il nuovo Neel 48

Neel Trimarans riparte da La Rochelle con una nuova proprietà e il progetto del Neel 48, trimarano da crociera atteso al debutto pubblico nel 2027.

Aladar Aladar Aladar
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Neel Trimarans prova a ripartire. Dopo il passaggio attraverso un percorso simile a quello che in Italia è il concordato preventivo, il cantiere francese di La Rochelle ha trovato una nuova proprietà e ha rimesso al centro del proprio futuro un modello decisivo: il Neel 48, trimarano da crociera che raccoglie l’eredità del Neel 47 e che dovrebbe arrivare al debutto pubblico nel 2027. La notizia non riguarda soltanto un marchio, ma un’idea di barca che negli ultimi anni aveva trovato uno spazio preciso tra chi cerca la vita a bordo di un multiscafo senza rinunciare alle sensazioni della vela.

Il tribunale di La Rochelle ha scelto la soluzione guidata da Maxime Védrenne, insieme a Martin Volt, Martin Lepoutre e Richard Poupart. La ripresa consente di mantenere una parte importante dell’occupazione e di evitare la scomparsa di un nome che, dal 2010, ha contribuito a rendere familiare il concetto di trimarano abitabile da crociera. La nuova fase parte però con un passo diverso: meno enfasi sui volumi produttivi, più attenzione all’equilibrio industriale e a una domanda che, in questo segmento, resta specializzata.

Il ritorno di un cantiere che ha cambiato il trimarano da crociera

Per il mondo della vela è una notizia significativa perché Neel non è stato un cantiere qualunque. La sua intuizione è stata quella di portare sul trimarano una vera nacelle abitabile, trasformando una configurazione tradizionalmente associata alla velocità in una barca pensata anche per vivere a bordo. Non un catamarano con una terza carena, ma un progetto diverso, con una carena centrale portante, due scafi laterali stabilizzanti e un grande volume superiore destinato alla vita quotidiana.

Il nuovo Neel 48 arriva su questo confine: continuità e correzione. Continuità, perché mantiene il tratto che ha reso riconoscibili i trimarani del marchio, cioè il collegamento diretto tra pozzetto e quadrato, il cosiddetto “cockloon”, uno spazio unico tra interno ed esterno. Correzione, perché il progetto rivede alcuni aspetti del Neel 47, modello che ha costruito una parte importante della reputazione del cantiere ma che apparteneva a una fase precedente della gamma.

La barca è firmata Marc Lombard Yacht Design Group, già coinvolto in altri progetti del marchio. Nelle prime comunicazioni del cantiere era stata presentata anche una serie limitata legata a Yannick Bestaven, vincitore del Vendée Globe 2020-2021 e armatore di un Neel 47. Il coinvolgimento di un navigatore oceanico non va letto come una garanzia sportiva, ma come un segnale preciso: il Neel 48 vuole restare una barca da crociera, con coperta, postazione di governo e piano di manovra pensati per chi naviga davvero.

Il Neel 48 tra spazio, equilibrio e navigazione

Il tema centrale, per chi guarda questa barca con occhio da velista, è l’equilibrio. Un trimarano abitabile deve offrire spazio senza perdere il senso della barca a vela. Deve essere comodo, ma non diventare soltanto una piattaforma galleggiante. Deve trasmettere sicurezza, ma anche restituire quella risposta al timone che molti armatori cercano quando scelgono tre scafi invece di due.

Secondo le informazioni tecniche disponibili, il nuovo modello misura 14,75 metri di lunghezza, 8,65 metri di larghezza e ha un pescaggio di 1,80 metri. Il dislocamento dichiarato è di 10,6 tonnellate, con una randa di 76,2 metri quadrati e un genoa di 58,6 metri quadrati. Sono numeri che collocano il 48 in una fascia interessante: abbastanza grande per la crociera lunga, ma ancora gestibile da un armatore esperto con equipaggio ridotto.

Una delle modifiche rilevanti riguarda l’organizzazione degli spazi. Sul nuovo 48 scompare la logica degli accessi separati agli scafi laterali che caratterizzava il Neel 47. La distribuzione appare più integrata, con il grande ambiente centrale che resta il cuore della barca. La cabina armatoriale viene collegata alla zona giorno, mentre gli spazi laterali possono essere configurati in modo diverso a seconda del programma di navigazione.

Anche la tecnica viene concentrata nella carena centrale, dove trovano posto motore, serbatoi e sistemi di bordo. È una soluzione coerente con la filosofia del trimarano abitabile, perché libera volumi e mantiene il peso in una zona funzionale. Resta però una sfida industriale: costruire una barca di questo tipo richiede controllo dei pesi, qualità nella laminazione e una gestione attenta delle finiture.

La sfida della nuova proprietà

La nuova proprietà sembra aver compreso che il problema non è soltanto vendere una barca, ma ricostruire fiducia. Dopo mesi difficili, un armatore non guarda solo il rendering o la scheda tecnica. Guarda la solidità del cantiere, la continuità dell’assistenza, la rete commerciale, la capacità di consegnare nei tempi promessi. Per questo il Neel 48 ha un peso che va oltre il singolo modello: è il banco di prova della nuova fase.

Il mercato, intanto, non è semplice. Dopo gli anni di crescita seguiti alla pandemia, molti cantieri stanno facendo i conti con ordini più selettivi, clienti più prudenti e costi industriali più difficili da assorbire. In questo contesto un trimarano da crociera non è un prodotto di massa, ma può parlare a un pubblico preciso: armatori che navigano, famiglie che cercano autonomia, velisti attratti dalla velocità media e dalla stabilità.

Il Neel 48 può essere letto come una dichiarazione di intenti. Non è soltanto il sostituto del 47, ma il modello con cui il cantiere prova a dire che la sua storia non si è chiusa con la crisi finanziaria. La presentazione prevista al Grand Pavois di La Rochelle nel settembre 2027 avrebbe anche un valore simbolico: tornare davanti al pubblico nella città dove il marchio è nato e dove la filiera nautica francese continua ad avere uno dei suoi centri più importanti.

Una rinascita che si misurerà in mare

La prudenza resta necessaria. Una rinascita industriale non si misura con un annuncio, ma con barche consegnate, armatori soddisfatti e conti in ordine. Eppure, per chi ama la vela e segue l’evoluzione dei multiscafi, il ritorno di Neel è una notizia da osservare con attenzione. Perché dietro questa vicenda c’è una domanda che riguarda tutto il settore: c’è ancora spazio per cantieri capaci di proporre barche diverse, tecniche, riconoscibili, senza inseguire soltanto la standardizzazione?

La risposta arriverà dal mare, come sempre. Dal primo Neel 48 costruito, dalle sue miglia, dalle scelte degli armatori e dalla capacità del cantiere di tenere insieme passione e disciplina industriale. Per ora resta un fatto: a La Rochelle, dopo mesi di incertezza, il progetto Neel ha ripreso fiato. E lo fa annunciando una barca nuova.

© Riproduzione riservata

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