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Malta rifiuta l’accoglienza

Davanti all’isola di Malta, una nave con un ferito, quattro donne in stato di gravidanza e un bambino di 5 mesi oltre ad altre 96 persone, chiedono di entrare in porto: permesso negato

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Malta – L’isola di Malta torna a ignorare la legge del mare che impone a chiunque di dare solidarietà e soccorso a chi naviga e solo dopo discutere sui diritti di chi chiede soccorso.

Una nave cisterna battente bandiera liberiana e gestita dalla compagnia greca Hellenic, la Salamis, domenica ha intercettato e salvato 102 naufraghi provenienti dall’Eritrea, tra loro, un ferito, un bambino di 5 mesi e quattro donne in avanzato stato di gravidanza. La nave si trovava a 45 miglia al largo della Valletta, in acque internazionale, ma nell’area d’intervento SAR di Malta.

Il comandante chiede di entrare in porto, ma Malta nega il via libera dicendo che la nave deve portare i naufraghi nel porto più vicino al luogo del salvataggio, in questo caso, in Libia.

La Commissione europea ha chiarito che per “porto sicuro più vicino” non si può mettere l’accento su “più vicino”, ma si deve farlo su “sicuro” e, al momento per quelle persone, i porti libici non sono sicuri.

Per il commissario Ue Cecilia Malmstrom la priorità era ''salvare le loro vite'' e Malta aveva il ''dovere umanitario di lasciare sbarcare queste persone'', perchè ''respingerle'' in ''Libia sarebbe contrario alle leggi internazionali''.

E’ l’Italia alla fine ad accogliere i 102 migranti che oggi sono sbarcati e hanno trovato ausilio a Siracusa.

“Grazie Italia di accogliere i 102 migranti salvati dal naufragio due giorni fa. Il ricollocamento dei richiedenti asilo è un modo per mostrare solidarietà in Europa. Sarebbe ottimo se tutti e 28 gli Stati membri aiutassero e non solo gli stessi.'' Questo il messaggio postato su twitter di ringraziamento al nostro paese da parte del commissario Ue agli affari interni, Cecilia Malmstrom.