
Romain Motteau guida un gruppo di investitori verso l’acquisizione delle tre società da PPF Group. Il closing potrebbe arrivare entro la fine del 2026.
Il mercato mondiale del charter nautico potrebbe essere vicino a uno dei passaggi societari più importanti degli ultimi anni. Romain Motteau, per oltre vent’anni manager di Fountaine Pajot, insieme a un gruppo di investitori, tra i quali con insistenza si fa il nome proprio del gruppo Fountaine Pajot, ha raggiunto un accordo di principio con PPF Group per acquisire Dream Yacht Charter, Navigare Yachting e SamBoat, tre società che occupano posizioni importanti e complementari nel settore del noleggio nautico internazionale.
L’operazione non è ancora conclusa. L’accordo annunciato il 22 settembre dovrà essere trasformato negli accordi definitivi e ottenere le autorizzazioni previste per una transazione di questo tipo. Secondo quanto comunicato dalle società coinvolte, il closing potrebbe avvenire entro la fine del 2026. Se l’acquisizione sarà completata, il nuovo gruppo controllerà una delle maggiori attività mondiali nel settore del charter nautico.
Il peso dell’operazione si comprende osservando le società coinvolte. Dream Yacht Charter, fondata da Loïc Bonnet alle Seychelles nel 2000, è cresciuta da una flotta iniziale di appena sei barche fino a dichiarare oggi oltre 800 yacht distribuiti in 35 destinazioni, con un’offerta che comprende bareboat, charter con skipper, crociere alla cabina e programmi di gestione delle imbarcazioni.
Navigare Yachting, fondata nel 2001 da Jesper Rönngard e Per Abrahamsson, opera invece nel charter e nella gestione delle barche per conto degli armatori. SamBoat completa il quadro sul fronte digitale. Nata a Bordeaux nel 2014, è una piattaforma online che mette in contatto proprietari, operatori professionali e clienti e dichiara oggi circa 50.000 imbarcazioni disponibili in 76 Paesi.
Un gruppo costruito negli ultimi cinque anni
Le tre attività non arrivano casualmente insieme a questa operazione. Nel 2021 PPF Group era entrato nel settore nautico insieme a Groupe Beneteau, creando una joint venture partecipata al 59% da PPF e al 41% dal gruppo francese. L’operazione aveva riunito Dream Yacht Charter e Navigare Yachting, comprendendo anche la piattaforma SamBoat. All’epoca Dream Yacht e Navigare disponevano complessivamente di circa 1.200 imbarcazioni e avevano registrato, nell’ultimo anno prima della pandemia, ricavi aggregati superiori a 200 milioni di euro.
PPF è un gruppo d’investimento internazionale con radici nella Repubblica Ceca, presente in 25 Paesi e attivo in settori che vanno dalle telecomunicazioni ai servizi finanziari, dai media all’immobiliare. A fine 2025 dichiarava attività complessive per circa 42,6 miliardi di euro.
Romain Motteau passa dai cantieri al charter
Particolarmente interessante è il profilo del futuro azionista e manager. Romain Motteau ha trascorso oltre vent’anni in Fountaine Pajot, dodici dei quali come Deputy Managing Director, con responsabilità estese anche a Dufour. Soltanto poche settimane fa era entrato nella struttura di Dream Yacht e Navigare come Chief Development Officer. Ora il suo ruolo potrebbe cambiare radicalmente, passando da manager a protagonista dell’assetto proprietario del gruppo.
Dietro all’operazione c’è anche un cambiamento più ampio che riguarda il mercato nautico. Una parte crescente della clientela vuole utilizzare una barca senza necessariamente acquistarla, scegliendo destinazioni e modelli diversi di stagione in stagione. Charter tradizionale, gestione delle barche degli armatori e piattaforme digitali di prenotazione tendono quindi a convergere.
Charter, gestione e prenotazione online nella stessa filiera
È probabilmente questo l’aspetto più interessante dell’operazione Dream Yacht-Navigare-SamBoat: non si tratta soltanto di mettere insieme un grande numero di barche, ma di controllare una parte molto ampia della filiera, dalla relazione con l’armatore alla gestione della flotta, fino alla prenotazione online e al cliente finale.
Se il passaggio di proprietà sarà completato entro la fine dell’anno, nel charter nautico internazionale nascerà un gruppo con dimensioni e presenza geografica difficili da ignorare, destinato ad avere un peso significativo anche nei rapporti con i grandi cantieri che riforniscono le flotte charter.
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