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giovedì 7 maggio 2026
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Il Koru in vendita? Il megayacht a vela di Jeff Bezos sarebbe troppo grande

Jeff Bezos potrebbe vendere il Koru, il megayacht a vela da 127 metri. L’indiscrezione riapre il tema della gestione dei grandi superyacht.

Il Koru in navigazione. L'imbarcazione sembra avere troppi problemi di logistica determinati dalla sua grandezza
Il Koru in navigazione. L'imbarcazione sembra avere troppi problemi di logistica determinati dalla sua grandezza
Aladar Aladar Aladar
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Secondo indiscrezioni di stampa, Jeff Bezos starebbe valutando la vendita di Koru, il suo megayacht a vela da 127 metri. Una notizia non confermata ufficialmente, ma sufficiente per riaprire una domanda: quanto può essere davvero gestibile un veliero di queste dimensioni?

Jeff Bezos potrebbe separarsi da Koru, il gigantesco yacht a vela costruito da Oceanco e consegnato nel 2023. La notizia arriva da Page Six, sito statunitense di gossip e celebrità collegato al New York Post, che parla di una possibile vendita del megayacht da circa 500 milioni di dollari, diventato in pochi anni una delle barche più riconoscibili del pianeta. Secondo la ricostruzione, il motivo non sarebbe economico, ma pratico: Koru sarebbe semplicemente troppo grande, troppo visibile e troppo complesso da gestire.

La notizia va letta con prudenza. Non risulta, al momento, un annuncio ufficiale da parte dell’armatore o di un broker incaricato della vendita. Tuttavia, l’indiscrezione è significativa perché riguarda uno degli yacht a vela più importanti mai costruiti e perché mette in evidenza un tema spesso trascurato: oltre una certa dimensione, anche il lusso più esclusivo può trasformarsi in un problema logistico.

Koru, il megayacht a vela da 127 metri di Jeff Bezos

Koru è lungo 127 metri, pari a circa 417 piedi, ed è uno dei più grandi yacht a vela al mondo. È stato costruito dal cantiere olandese Oceanco con il nome di progetto Y721 e disegnato da Dykstra Naval Architects. Può ospitare fino a 18 ospiti in 9 cabine, con un equipaggio di circa 40 persone, ha una larghezza di 17,2 metri e una velocità massima indicata in 17 nodi.

Numeri che raccontano più di un semplice yacht. Koru è un veliero a tre alberi dalle linee classiche, con scafo blu scuro, bompresso pronunciato e proporzioni che richiamano i grandi schooner del passato. Ma dietro l’immagine romantica del grande yacht a vela si nasconde una macchina estremamente complessa, che richiede porti adeguati, fondali, spazi di manovra, ormeggi disponibili e un’organizzazione permanente.

Perché Koru sarebbe difficile da gestire

Secondo Page Six, proprio queste dimensioni avrebbero creato più di un problema. Koru sarebbe difficile da ormeggiare in alcune delle destinazioni più ambite del Mediterraneo, e la sua notorietà renderebbe ogni spostamento immediatamente riconoscibile. Lo yacht è accompagnato anche da Abeona, una ship shadow, nave appoggio, da circa 75 milioni di dollari, utilizzata per trasportare mezzi, attrezzature e servizi che non trovano posto a bordo del veliero principale. La gestione congiunta delle due unità avrebbe costi annui stimati sopra i 30 milioni di dollari.

La fama di Koru, del resto, era iniziata ancora prima della consegna. Nel 2022 il progetto era finito al centro delle cronache per la vicenda del ponte De Hef di Rotterdam: si era parlato della possibilità di smontare temporaneamente parte dello storico ponte per permettere il passaggio dello yacht. Alla fine, quella soluzione non fu necessaria, ma l’episodio contribuì a trasformare Koru in un simbolo mediatico prima ancora che in una barca realmente navigante.

Da allora il megayacht è stato fotografato in diverse località del mondo, spesso associato alla vita privata di Bezos e alla sua compagna Lauren Sánchez. Anche questo elemento potrebbe avere un peso. Uno yacht di 127 metri non è soltanto grande: è impossibile da non vedere. Per un armatore che cerca riservatezza, la dimensione può diventare un limite.

Il paradosso dei megayacht a vela contemporanei

Il caso Koru racconta bene il paradosso dei megayacht a vela contemporanei. Da un lato rappresentano il vertice della progettazione, della costruzione e del lusso nautico. Dall’altro, quando superano i 100 metri, entrano in una categoria molto particolare, a metà tra la barca privata e la nave mercantile. La vela resta l’elemento identitario, ma la gestione quotidiana dipende da logiche molto più vicine a quelle dello shipping che a quelle della nautica da diporto tradizionale, seppur di grandi dimensioni.

Per questo l’eventuale vendita di Koru non sarebbe soltanto una notizia mondana. Sarebbe anche il segnale di una riflessione più ampia sul gigantismo nel mondo dei superyacht. Negli ultimi anni i grandi armatori hanno spinto sempre più in alto l’asticella delle dimensioni, ma ogni metro in più comporta vincoli crescenti: meno porti disponibili, costi più elevati, maggiore esposizione pubblica e una macchina organizzativa sempre più difficile da mantenere discreta.

Se la vendita sarà confermata, Koru diventerà uno degli yacht a vela più importanti mai apparsi sul mercato. Ma trovare un acquirente per una barca di questo tipo non è semplice. Non basta poterne sostenere il prezzo d’acquisto: serve una struttura capace di gestirla, un equipaggio numeroso, una nave appoggio o un sistema equivalente e una logistica globale.

Per ora Koru resta ufficialmente il megayacht a vela di Jeff Bezos. Ma l’indiscrezione sulla possibile vendita apre una crepa nell’immagine perfetta del grande veliero da miliardario. Anche nel mondo in cui tutto sembra possibile, una barca può diventare troppo grande. E quando accade a uno degli uomini più ricchi del mondo, la notizia riguarda molto più della sua barca.

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