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lunedì 4 maggio 2026
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Pogo 502, il nuovo 50 piedi francese per la crociera veloce

Pogo Structures presenta il nuovo Pogo 502, un 15 metri da crociera oceanica pensato per lunghe navigazioni, equipaggi ridotti e vela d’altura.

IL cantiere Pogo non è mai generoso con i rendering. Questo è il modello da vasca navale del nuovo Pogo 50
IL cantiere Pogo non è mai generoso con i rendering. Questo è il modello da vasca navale del nuovo Pogo 50
Aladar Aladar Aladar
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Pogo Structures ha annunciato lo sviluppo del nuovo Pogo 502, un 15 metri da crociera oceanica progettato per navigare a lungo, con equipaggi ridotti o familiari, senza rinunciare alla matrice sportiva che da quasi quarant’anni identifica il cantiere francese. Il progetto è ancora in fase di definizione, ma il messaggio è già chiaro: il nuovo modello nasce per raccogliere l’eredità del Pogo 50 e aggiornare il concetto di fast cruiser secondo una visione più attuale della navigazione d’altura.

Il Pogo 502 non è una semplice evoluzione estetica. È una barca che prova a rispondere a una domanda molto concreta, sempre più presente tra gli armatori che navigano davvero: come avere una barca veloce, capace di macinare miglia, ma anche semplice da gestire, sicura e vivibile quando il mare smette di essere una cartolina.

Lo scafo visto dall'alto del nuovo Pogo 50
Lo scafo visto dall'alto del nuovo Pogo 50

Il nuovo progetto di Pogo Structures

Il cantiere di Combrit, in Bretagna, ha affidato il progetto ancora una volta allo studio Finot-Conq, nome legato da anni alla storia di Pogo e alla cultura francese della vela oceanica. La scelta non sorprende. Pogo Structures ha costruito la propria identità su barche leggere, larghe, essenziali, pensate prima di tutto per navigare. Non oggetti da banchina, ma strumenti per andare per mare, spesso con una filosofia molto vicina al mondo della regata d’altura.

Nel caso del Pogo 502, questa impostazione si ritrova già nelle prime informazioni diffuse dal cantiere. La carena si ispira alle ultime generazioni degli IMOCA, con ingressi fini a prua per ridurre la resistenza sull’onda e una larghezza portata avanti per aumentare stabilità di forma e potenza sotto vela. È una soluzione ormai familiare nel mondo oceanico, ma il punto interessante sarà capire come verrà tradotta su una barca da crociera, dove la velocità deve convivere con la comodità, il carico, l’autonomia e la gestione quotidiana.

Il nuovo 50 piedi avrà deriva mobile ad alto allungamento, albero in carbonio, randa square top e un piano velico pensato per essere potente ma non complicato. Le manovre saranno rinviate verso il pozzetto, scelta coerente con l’idea di una barca utilizzabile anche da equipaggi ridotti. La superficie velica di bolina annunciata è di 144 metri quadrati, con una lunghezza fuori tutto di 15 metri e un baglio di 4,90 metri.

Sono numeri che raccontano una barca importante, ma non estrema nella comunicazione del cantiere. Pogo insiste molto sul concetto di equilibrio. Non cerca di presentare il 502 come una barca riservata a pochi velisti atletici, ma come un passaggio naturale della propria esperienza nella crociera veloce. La velocità, in questa visione, non è un esercizio di stile: serve a ridurre i tempi di percorrenza, scegliere meglio le finestre meteo, vivere la navigazione con più margine.

Sicurezza, autonomia e vita a bordo

La parte più interessante, per chi guarda alla barca con occhi da crocierista, riguarda la sicurezza strutturale. Il Pogo 502 è pensato come una barca da vivere a bordo e da portare lontano. Il cantiere parla di paratie stagne e volumi di galleggiamento, soluzioni che appartengono alla cultura offshore e che, su una barca destinata anche alle traversate, hanno un peso concreto. Non sono dettagli da brochure: quando si naviga per giorni, spesso lontano da ridossi e assistenza, la robustezza della costruzione diventa una parte della serenità dell’equipaggio.

Il nuovo modello sarà omologato CE categoria A, quindi per navigazione oceanica. È previsto per lunghe traversate, progetti di giro del mondo, crociere più rilassate e anche regate d’altura come Giraglia, Fastnet Race e Middle Sea Race. Questa doppia anima è una delle chiavi della storia Pogo: barche che non nascono per separare la crociera dalla prestazione, ma per farle convivere in modo pratico.

A bordo, il cantiere annuncia interni pensati per autonomia, robustezza e facilità d’uso. La disposizione interna sarà disponibile in più configurazioni, con tre o quattro cabine. Anche qui il tema non sembra essere il lusso scenografico, ma la funzionalità: circolazione semplice, stivaggi pratici, ventilazione naturale e materiali adatti a un uso intenso. È un linguaggio che parla a chi la barca la vive, non solo a chi la visita al salone.

Presentazione e varo del Pogo 502

Il Pogo 502 arriverà in un momento simbolico per il cantiere. La costruzione dovrebbe iniziare nell’estate 2026, mentre la presentazione ufficiale è prevista per gennaio 2027. Il varo è atteso alla fine del 2027, anno in cui Pogo Structures celebrerà i quarant’anni dalla fondazione. Un anniversario che dà al progetto un valore ulteriore: non solo un nuovo modello, ma una dichiarazione di continuità.

La sfida, per Pogo, sarà dimostrare che il 502 può mantenere quella semplicità marina che ha reso riconoscibili le sue barche, pur entrando in una fascia di dimensioni dove aumentano aspettative, costi, impianti e complessità. Il rischio, per molti fast cruiser moderni, è diventare barche molto performanti sulla carta ma impegnative nella vita reale. Pogo sembra voler percorrere la strada opposta: una barca veloce perché leggera e ben pensata, non perché complicata.

In un mercato dove molti 50 piedi da crociera puntano su volumi interni, superfici vetrate e comfort da marina, il Pogo 502 sceglie un racconto diverso. Rimette al centro la navigazione, il passaggio sull’onda, la gestione con poco equipaggio, la possibilità di partire davvero. Per gli armatori che guardano al largo, è una notizia che merita attenzione: non perché promette di cambiare tutto, ma perché conferma che esiste ancora una linea di barche pensate prima per il mare e poi per il pontile.

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