
Apparteniamo a un gruppo, i velisti italiani, e, come tutti gli appartenenti a una comunità, ci farebbe piacere contarci. Ma contare i velisti non è facile, anzi, diciamo pure che è molto difficile. Di certo sappiamo solo che non sono il milione o due che qualche giornale di vela dice di avere come lettori.
I numeri certi della vela in Italia
I dati certi che abbiamo sono i 155.000 iscritti alla FIV, ma qui parliamo solo di vela sportiva, di cui circa il 90% sono velisti che praticano deriva a diversi livelli e il 10%, ovvero circa 15.000/20.000 persone, sono regatanti di barche d’altura, armatori ed equipaggi più o meno assidui. Tra questi ci sono molte persone che sono velisti di passaggio, persone che provano l’eccitante mondo delle regate e, per farlo, prendono la tessera FIV, fanno una o due regate e poi la mettono nel cassetto.
Un altro numero interessante sono le 19.000 barche a vela immatricolate, circa il 23% del totale delle barche immatricolate in Italia, una percentuale in deciso aumento in confronto a un decennio fa.
Altri due dati ci aiutano a farci un’idea:
1) Gli iscritti all’UVAI, Unione Vela d’Altura Italiana, sono 1.500. L’UVAI è l’associazione degli armatori italiani. Associazione finalizzata alle regate.
2) Gli iscritti alla sezione vela della UISP, Unione Italiana Sport Per tutti, il più grande ente italiano non agonistico che tratta di sport per la popolazione. La UISP in totale ha circa un milione di iscritti; di questi, 21.000, circa il 2%, si avvicinano alla UISP per praticare la vela.
Perché contare i velisti è difficile
Molti di questi numeri sono ridondanti: gli iscritti all’UVAI sono iscritti anche alla FIV, così come molti degli iscritti alla UISP vela. Ma poi ci sono alcune decine di migliaia di persone che possono definirsi appassionati di vela e che non hanno una barca, ma ne noleggiano una con gli amici o frequentano le scuole di vela.
Quanti velisti ci sono davvero in Italia
Dati tutti questi numeri e fatte le dovute stime, è ragionevole ritenere che in Italia ci siano tra le 450.000 e le 600.000 persone, lo 0,9%-1% della popolazione italiana, che possiamo definire velisti. Ovvero persone che hanno il desiderio di andare in barca a vela, si interessano di vela, leggono, guardano video e vanno in barca, che sia questa una deriva o un grande cabinato, che lo facciano in modo assiduo o saltuariamente.
Di queste, circa il 40%-45% sono appassionate di barche d’altura. Molte di queste hanno la passione per la vela d’altura, ma praticano la vela a livello di deriva.
Il mercato delle barche a vela nuove e usate
Infine, quanti di questi appassionati comprano ogni anno una barca a vela nuova? Qui il calcolo è più facile, perché, conoscendo molto bene il mercato da anni, abbiamo numeri certi sui quali basarci. In Italia si vendono ogni anno, sul mercato del nuovo, tra i 7,5 e i 24 metri, meno di 400 barche, di cui circa la metà va al mercato del charter e l’altra ai privati. Le barche della stessa grandezza, ma di ogni età, che cambiano proprietà possono essere all’incirca 1.500 l’anno, di cui circa il 75% ha un valore inferiore ai 50.000 euro.
Numeri particolarmente piccoli. Questi sono giustificati dal fatto che la vela costa, richiede tempo e applicazione. Soprattutto il costo è l’elemento che restringe drasticamente il numero di velisti, testimonianza ne è il fatto che la comunità non agonistica più importante che abbiamo in Italia, che in buona parte si interessa di vela d’altura, è quella della UISP, dove il velista può fare delle uscite in barca a prezzi bassissimi con le barche dell’ente e dove gli armatori sono pochissimi.
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