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martedì 5 maggio 2026
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Ambrogio Beccaria vara il nuovo Allagrande Mapei dopo il refit

Ambrogio Beccaria ha varato a Lorient la nuova versione di Allagrande Mapei, l’IMOCA 60 rinnovato in vista del percorso verso il Vendée Globe.

Ambrogio Beccaria e il suo team, dietro il nuovo Allagrande Mapei
Ambrogio Beccaria e il suo team, dietro il nuovo Allagrande Mapei
Aladar Aladar Aladar
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Ambrogio Beccaria ha varato a Lorient la nuova versione di Allagrande Mapei, l’IMOCA 60 con cui il navigatore milanese sta costruendo il percorso verso il Vendée Globe 2028. La barca è tornata in acqua dopo un refit profondo, con una nuova livrea e interventi tecnici pensati per renderla più potente, più leggera e più adatta alla navigazione in solitario. La notizia arriva in un momento importante per Beccaria: il 2026 sarà la sua prima stagione interamente da solo nella classe IMOCA, un passaggio che trasforma il progetto da fase di apprendimento a banco di prova reale.

Un refit profondo per l’IMOCA di Beccaria

Non si tratta soltanto di una barca ridipinta e rimessa in mare. Il cantiere invernale ha toccato parti decisive del progetto: struttura, foil, distribuzione dei pesi, organizzazione degli spazi e sistemi di bordo. In un IMOCA ogni chilo e ogni scelta ergonomica hanno conseguenze dirette sulla vita dello skipper e sulla velocità media della barca. Per questo il ritorno in acqua segna l’inizio della fase più concreta: verificare in mare se le modifiche pensate a terra funzionano davvero.

Il lavoro più evidente riguarda i foil. Per montare appendici più grandi e più portanti è stato necessario intervenire sullo scafo, spostando le scasse e modificando zone strutturali. L’obiettivo è ottenere una barca capace di sollevarsi prima e di mantenere più a lungo una navigazione veloce, soprattutto con vento medio, una condizione in cui i vecchi foil rappresentavano un limite rispetto agli IMOCA di ultima generazione.

Accanto ai foil c’è stata una cura dimagrante. Allagrande Mapei è stata smontata, controllata e alleggerita pezzo per pezzo. Alcuni elementi sono stati rimossi, altri ripensati in modo più essenziale. Anche il comfort, dove necessario, è stato sacrificato in favore della performance. È una scelta che racconta la direzione del progetto: non costruire una barca facile, ma una barca coerente con le esigenze della regata oceanica in solitario, dove semplicità e affidabilità possono diventare velocità.

Una barca nata per la regata oceanica

La nuova Allagrande Mapei nasce da una base già conosciuta. L’IMOCA, progettato da Antoine Koch e dallo studio Finot-Conq, è stato costruito da CDK Technologies e varato nel marzo 2023. Prima di entrare nel progetto di Beccaria aveva navigato con Thomas Ruyant, vincendo la Transat Jacques Vabre 2023 e partecipando al Vendée Globe 2024. È una barca con prua più fine rispetto ad altri scafi scow-oriented, ponte studiato per evacuare meglio l’acqua e pozzetto protetto, soluzioni nate per ridurre la fatica dello skipper nelle navigazioni lunghe.

Per Beccaria il passaggio alla classe IMOCA è un cambio di scala. Dopo la Mini Transat, le vittorie in Class40 e l’esperienza con Alla Grande Pirelli, il navigatore milanese è entrato in un mondo più complesso, dove la prestazione dipende dalla somma tra talento, progettazione, gestione tecnica, budget, squadra e capacità di imparare in fretta. Il progetto Allagrande Mapei Racing è stato presentato proprio con questo orizzonte: arrivare al Vendée Globe 2028 attraverso un percorso costruito passo dopo passo.

Dal cantiere di Lorient alla prova del mare

Il refit di Lorient va letto dentro questa traiettoria. Nel 2025 Beccaria ha scoperto l’IMOCA anche grazie alla collaborazione con Thomas Ruyant Racing, una fase utile per prendere confidenza con la barca e con le logiche di una classe molto tecnica. Dal 2026 il team è pienamente autonomo, con una struttura propria e una visione più definita. È un passaggio umano prima ancora che sportivo: significa assumersi direttamente la responsabilità delle scelte, degli errori e dei miglioramenti.

Ora la barca dovrà parlare in mare. La Vendée Arctique sarà uno dei primi test importanti della stagione, con partenza da Les Sables-d’Olonne e rotta verso il Circolo Polare Artico. Per un IMOCA appena modificato sarà un esame significativo: non basta essere più potente, bisogna dimostrare che le nuove soluzioni siano affidabili, comprensibili e sostenibili per uno skipper solo a bordo.

Una nuova fase per il progetto Allagrande Mapei

Il ritorno in acqua di Allagrande Mapei è quindi una notizia tecnica, ma anche una tappa emotiva. C’è il lavoro silenzioso del cantiere, ci sono i mesi passati senza navigare sulla propria barca, c’è la fiducia necessaria per tagliare, modificare, alleggerire e poi rimettere tutto alla prova. Nella vela oceanica ogni varo porta con sé entusiasmo e prudenza. Beccaria lo sa: la nuova versione di Allagrande Mapei non garantisce nulla, ma apre una fase nuova nel cammino verso il giro del mondo.

Per la vela italiana è un passaggio da seguire con attenzione. Non perché trasformi Beccaria in un favorito, ma perché conferma la continuità di un progetto raro: un navigatore italiano, un team strutturato, un IMOCA in evoluzione e un obiettivo dichiarato sul Vendée Globe. Da oggi, il lavoro non si misura più nei cantieri di Lorient, ma nelle miglia, nei dati, nelle notti in solitario e nella capacità di trasformare una barca rinnovata in una compagna affidabile per l’oceano.

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