venerdì 28 gennaio 2022
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La nautica da diporto francese ai tempi del COVID-19

Un quadro della situazione francese nella nautica sulla base del quale è facile fare un paragone con le misure prese in Italia e capire che più o meno queste sono uguali.

Francia - Come in altri Paesi che si affacciano sul mare, anche la nautica da diporto francese ha dovuto fare i conti con la pandemia da Coronavirus.

Il governo francese ha emesso dei decreti sulla gestione della crisi nei quali è stata decisa la chiusura di tutte le attività nautiche da diporto e sportive.

I porti turistici in Atlantico e Mediterraneo hanno sospeso le loro attività mantenendo solo alcuni servizi indispensabili alla sicurezza delle imbarcazioni e di quelle persone che hanno la residenza a bordo. Per questo sono stati messi in atto servizi di sorveglianza delle barche e controlli giornalieri degli ormeggi.

Le sole deroghe sono per quelle strutture che, avendo sospeso ogni tipo di ricezione di pubblico, hanno subito danni economici almeno del 70% del loro fatturato nel periodo dal 1 marzo al 31 marzo 2020.

Insomma non si potrà uscire in mare, andare in barca, fare manutenzione almeno fino all’11 maggio.

Infine tutte le attività nautiche organizzate sotto l’egida della FFV (Allenamenti, stages, manifestazioni o riunioni) a tutti i livelli sono sospesi fino al 3 maggio, poiché queste attività peserebbero sui servizi di soccorso e le strutture mediche già impegnate su fronte dell’epidemia.

© Riproduzione riservata

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