sabato 20 agosto 2022
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Long rent nautico: realtà e progetti

Dopo il successo dei programmi di gestione, il mercato comincia a pensare ad altre formule di vendita come, ad esempio, il long rent.

Dopo i programmi di gestione che hanno, in parte, modificato il modo di comprare una barca, sta arrivando il Long Rent Nautico che rivoluzionerà completamente il nostro approccio all’acquisto dell’imbarcazione. Già ci sono delle offerte di Long rent nautico in piccola scala, ma ora si prepara ad arrivare sul mercato un progetto su larga scala.

Sei anni fa di programmi di gestione se ne parlava poco, poi SVN solovelanet ha iniziato a interessarsene con una serie di articoli e uno speciale dedicato all’argomento e lentamente questi sono divenuti una cosa normale e oggi rappresentano il mezzo con il quale sono comprate una buona percentuale di barche di cui la maggior parte sono catamarani. Tuttavia i programmi di gestione hanno dei limiti di cui il più grande è che, comunque, alla fine, l’utilizzo della barca va condiviso con la società di charter che ne paga metà del costo e tutte le spese di mantenimento. Questo fa sì che una parte degli acquirenti non prendano in considerazione questo sistema di acquisto e cerchino altre alternative.

Sino alla fine della prima decade del nuovo millennio c’era il leasing nautico ad agevolare gli acquisti. Negli ultimi anni, prima della grande crisi del 2008, si era arrivati a poter comprare una barca versando il 10% del costo totale a titolo di anticipo e poi la si pagava con una rateizzazione mensile che copriva dai 7 ai 12 anni. Un meccanismo che aveva portato le persone a non interessarsi più del prezzo della barca, ma della rata mensile del leasing.

Quanto è la rata mensile?

Questa era la domanda più frequente rivolta ai rivenditori. Il leasing nautico è stato l’artefice del boom della nautica che ha spinto la crescita del settore sino al 2007-2008. Oggi quel sistema non c’è più forse, però, qualche cosa sta cambiando.

Ci sono degli imprenditori che hanno iniziato a proporre il long rent nautico, ovvero, un noleggio a lungo termine, dove torna ad essere importante la rata mensile e non più il costo totale della barca. La formula è simile a quella delle macchine. Si affitta la barca per 24 – 36 mesi, si paga un canone mensile e alla fine del contratto si può scegliere se cambiare barca o riscattare quella che si ha, oppure, rinnovare il long rent sulla stessa barca con un canone inferiore.

La prima società ad aver iniziato ad offrire la formula del long rent nautico ai propri clienti è la Race Nautica di Punta Ala, società guidata da Giovanni Tarantino, il secondo dealer mondiale di Dufour e uno dei più importanti importatori di Fountaine Pajot.

Il numero delle barche offerte dalla Race Nautica in log rent è limitato e la richiesta è alta perché il sistema è interessante: nessuno anticipo, solo la rata mensile, durata del contratto trai 24 e i 36 mesi e si possono comprare Dufour e Fountaine Pajot con possibilità di riscatto, o rinnovo finale.

Lanciata la prima pietra, si sa, le acque iniziano a muoversi, così adesso si è messo a studiare la possibilità di fare del long rent nautico anche il Gruppo Kiriacoulis, il terzo gruppo mondiale nel settore charter.

La Kiriacoulis, che possiede anche il 25% del fondo d’investimento Acquadiamond ed è considerata tra i gruppi più solidi finanziariamente tra quelli del settore charter, ha stipulato un accordo con ICCREA Banca per cominciare a offrire barche in long rent. Per dare inizio all'operazione, manca però il cantiere da cui comprare queste barche.

Kiricaoulis è una azienda che opera a livello mondiale e se inizia a proporre questa formula di vendita non lo fa per vendere poche barche l’anno, quindi, per iniziare deve avere un accordo con un cantiere di grandi dimensioni che sia in grado di rispondere alla domanda di imbarcazioni generata dal nuovo sistema di vendita.

Se si riuscirà ad avere l’accordo Gruppo Kiriacoulis, ICCREA, grande cantiere, ovverosia, l’organizzazione capillare di un grande gruppo charter abituato a fare manutenzione, una banca in grado di mettere i capitali necessari e, infine, un cantiere che costruisce le barche, l’operazione sarà completata e potrà partire. Un long rent in grande scala cambierà il volto del mercato decretando un ulteriore picco di vendite e, forse, proprio qui è il problema.

Con il long rent, l’acquirente risolve una serie di problemi, come il finanziamento della barca perchè non avrà bisogno di chiedere alcun finanziamento, o il superamento di alcune problematiche di ordine fiscale e questo porterà a un numero di vendite elevato.

Per assurdo, il progetto è rallentato dal boom di vendite in corso, infatti, al momento, non ci sono cantieri in grado di impegnarsi in progetti che porteranno alla vendita di un numero elevato di barche, perché le linee di produzione sono piene, spinte dall’impennata di richieste determinata dal covid.

Tuttavia, se non sarà nell’immediato, certamente il long rent nautico su larga scala è una formula che arriverà sul mercato. Probabilmente il maggior beneficiario sarà il settore vela perché le barche a vela sono meno fragili di quelle a motore e hanno una minore svalutazione con il tempo.

© Riproduzione riservata

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