domenica 29 gennaio 2023
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Naufraga una barca di turisti a Watamu, 3 morti e alcuni dispersi

Tra i 28 passeggeri della barca di turisti naufragata a Watamu che stava andando a fare un’escursione anche 13 italiani che sono stati tratti in salvo, 3 i morti accertati

Naufraga una barca di turisti a Watamu, 3 morti e alcuni dispersi
Naufraga una barca di turisti a Watamu, 3 morti e alcuni dispersi

Si è consumato un gravissimo incidente in Kenya, sabato 21 gennaio nei pressi della località di Watamu, che ha coinvolto un’imbarcazione turistica rovesciatasi durante un’escursione sul reef.

Ci sarebbero almeno 3 morti accertati, di nazionalità kenyana, a bordo della barca c’erano anche 13 italiani che sono stati tratti in salvo, una donna è stata ricoverata in ospedale, ma viene definita fuori pericolo.

L’imbarcazione era una lancia di legno, descritta dai testimoni come lunga una quindicina di metri, con a bordo 28 persone. Il mezzo veniva utilizzato per condurre i turisti in escursione lungo la barriera corallina in cerca di delfini e altri cetacei che popolano quest’angolo del Kenya.

Il meteo al momento della partenza era buono, ma sarebbe cambiato in modo repentino durante l’escursione, con l’arrivo di quello che è stato descritto come una sorta di colpo di vento dai testimoni.

Sarebbe stato però l’abbattersi di un’onda più alta delle altre, di oltre 5 metri, ad avere sollevato lateralmente l’imbarcazione causandone il rovesciamento.

Alcuni turisti, tra cui degli italiani, si trovavano in una zona rialzata dell’imbarcazione, e sono finiti subito in acqua, riuscendo a mettersi in salvo nonostante i gorghi dell’onda.

Molte persone sembrerebbe che siano rimaste intrappolate sotto la barca rovesciata. A bordo con il comandante c’era anche la sua famiglia, oltre a turisti di varia nazionalità.

A prestare soccorso in acqua sono intervenute subito altre imbarcazioni che erano in zona, che hanno raccolto alcuni superstiti. Le tre vittime accertate sarebbero due bambini e una donna, ma sono ancora numerosi i dispersi.

Due dei tredici turisti italiani hanno prestato anche cure di primo soccorso ai superstiti, rianimando alcune persone grazie all’esperienza da bagnino di due ragazzi toscani.

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