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La Concordia va fatta a fette

Il lavoro di pompaggio del carburante volge al termine, ora bisogna pensare al recupero

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Isola del Giglio - Il carburante che si trovava nei serbatoi del Concordia, è stato aspirato per oltre l'ottanta per cento. Quando il lavoro di recupero degli idrocarburi, sarà terminato, si potranno iniziare le operazione di recupero della nave. Diverse società, da numerosi paesi europei e non, stanno studiando per presentare un progetto di recupero il più possibile economico e semplice da realizzare. Non sarà facile.

La Costa Concordia, è la nave passeggeri più grande mai naufragata, oltre due volte quello che era il Titanic. La Concordia sviluppa 112.000 tonnellate di stazza, contro le 46.000 del Titanic. Inoltre la nave si trova in una situazione di equilibrio precario che rende ogni operazione più complicata.

Le proposte per effettuare il recupero sono diverse: si è pensato di assicurare dei grandi palloni sotto la nave e con questi raddrizzarla, ma Mike Lacey, segretario dell' International Salvage Union, l'associazione delle grandi società che operano nel settore dei recuperi, ha spiegato: "Non esistono palloni dalle dimensioni sufficienti per portare avanti un compito del genere. Questi possono aiutare, ma, di certo, da soli, non possono fare il lavoro.

C'è chi ha anche suggerito, di riempire la nave di palline di poliuretano espanso e rimetterla in piedi. Un'operazione simile, è già stata compiuta in Kuwait e Islanda, ma, sempre, Mike Lacey, spiega che la cosa non è proponibile, perché ci vorrebbero milioni di palline di polistirolo per fare una cosa del genere, palline che non sono controllabili e si potrebbero disperdere in mare, creando un altro enorme problema, quello del loro recupero.

Un'altra idea è quella di usare enormi gru per cercare di raddrizzare la nave lateralmente, quel tanto che basta a portare avanti le riparazioni dello scafo e poi rimorchiarla fino in porto. “Gru di questa capacità, non ci sono e inoltre, non c'è il posto dove poterle piazzare perchè queste operino” - continua Mike Lacey - “no, credo che alla fine, l'unico sistema sia fare a fette il Concordia e portarlo via pezzo per pezzo. In ogni caso, tentare di recuperarla intera è inutile, quella nave non tornerà mai in acqua, nessuno ci vorrebbe navigare sopra. La cosa che si farà alla fine, credo, è sezionarla in blocchi da 200-300 tonnellate che potranno essere rimorchiati singolarmente, per essere poi smaltiti una volta in porto. Anche in questo caso, comunque, i problemi non sono pochi. Non sarà facile lavorare con questo bestione.




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