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sabato 28 novembre 2020

Addio Olaf Harken

E’ scomparso l’inventore dell’attrezzatura moderna di coperta come la conosciamo oggi

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Pewaukee, Wisconsin (USA) – E’ morto nel sonno a 80 anni Olaf Harken.
Nato il 6 maggio 1939 a Medan in Indonesia, da genitori olandesi e svedesi, Olaf Harken è stato innanzitutto un grande velista e uno sperimentatore.

Prima Olaf si occupò di lavori ingegneristici a New York, poi, chiamato dal fratello Peter che nel frattempo aveva iniziato a realizzare barche da regata, si stabilì in Wisconsin.
Insieme a Peter, nel 1967, fondò lo storico marchio Harken Inc. che ha rivoluzionato l’attrezzatura di coperta.

La prima sede dell’azienda era in un garage: la scrivania era formata da una porta su cavalletti in legno, un telo di plastica separava gli uffici dalla zona in cui si lavorava la vetroresina.
Per farsi pubblicità i due fratelli giravano per le strade di notte su un vecchio furgone Chevrolet, dove nel vano posteriore Olaf stampava volantini, e li distribuivano per le case.

Oggi Harken è un piccolo impero noto a livello internazionale: la sua attrezzatura si trova dagli Optimist ai megayacht, dalle barche da crociera agli open oceanici.

I principali stabilimenti di produzione di Harken sono la sede centrale di Pewaukee e l’ufficio italiano di Limido Comasco a Como.

I dipendenti di Harken Italia hanno voluto ricordare Olaf con queste parole: “E’ un giorno molto triste per la nostra azienda, ma vogliamo ricordare Olaf per il suo entusiasmo e la sua passione nel lavoro svolto ogni giorno”.

Quando due anni fa si sono svolte le celebrazioni dei 50 anni di vita del marchio Harken, Olaf era assente perché già malato, era presente solo e il fratello Peter che continua a tenere il polso della società che porta il loro cognome.

Nel 2014 Olaf è stato inserito nella National Sailing Hall of Fame insieme a Peter e quel giorno ha spiegato la filosofia aziendale dei fratelli: "Quando proviamo cose nuove, la nostra regola è chiederci: se tutto va male, possiamo sopravvivere? Poi andiamo al bar, dimentichiamo quello che abbiamo appena detto e lo facciamo comunque!”.