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giovedì 7 luglio 2022
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Le prime miglia dell'IMOCA 60 Prysmian Group con la nuova prua

Giancarlo Pedote ha navigato a Lorient con il nuovo assetto, il suo Imoca 60 Prysmian Group adesso sembra un’altra barca

La nuova prua dell'IMOCA 60 Prysmian di Giancarlo Pedote
La nuova prua dell'IMOCA 60 Prysmian di Giancarlo Pedote

Nei mesi scorsi abbiamo seguito con una serie di notizie il cantiere di Giancarlo Pedote e del suo Imoca 60 Prysmian Group al lavoro sulla nuova prua, e adesso ecco lo skipper toscano in mare con la barca nel nuovo assetto.

Sono molto interessanti le foto pubblicate sulla pagina Facebook dell’italiano che documentano la prima uscita in mare di Prysmian nelle acque di Lorient. La nuova prua da alla barca un assetto completamente diverso, restando alta più di un metro sull’acqua.

Di fatto per molti aspetti sarà una nuova barca, perché la modifica rispetto all’originare è davvero radicale: non solo più alta sull’acqua, ma anche con volumi più rotondi, potenti, e meno affilati.

Prysmian Group in navigazione conla nuova prua
Prysmian Group in navigazione conla nuova prua

Cambierà il modo in cui navigherà soprattutto alle andature portanti, dove riuscirà a tenere la prua maggiormente fuori planando sulle onde degli Oceani del Sud, permettendo una navigazione più veloce e con minori ingavonate.

Proprio il tallone d’Achille che aveva evidenziato Pedote alla fine del suo primo Vendée Globe. Per Prysmian l’obiettivo stagionale è la Rhoute du Rhum, la transatlantica in solitario da Saint Malo a Guadalupe che partirà il prossimo 6 novembre.

Sarà uno degli step di preparazione per il Vendée Globe 2024, a cui Pedote parteciperà con questa barca. Così come anche la prua è solo uno degli step di modifiche previste per il prossimo giro del mondo.

Dopo la Route du Rhum Prysmian tornerà in cantiere, e questa volta riceverà un nuovo set di foil, probabilmente più grandi degli attuali. L’Imoca 60 dell’italiano dovrebbe riuscire a migliorare le sue performance mediamente di oltre 1 nodo, il che lo renderebbe molto più competitivo rispetto a quanto fatto vedere all’ultimo Vendée Globe.

L’evoluzione dei futuri Imoca 60: saranno meno estremi?

Il fatto che Giancarlo Pedote abbia costruito una nuova prua e dei nuovi foil per il suo Imoca 60 Prysmian Group è stata una scelta dettata dalla volontà di aumentare le performance, ma migliorando al tempo stesso alcune caratteristiche della barca, come il passaggio sull’onda in condizioni di mare duro.

All’ultimo Vendée Globe è emerso nettamente il problema della tenuta degli Imoca foiler, soprattutto quelli di ultimissima generazione, e delle loro reali performance in condizioni da Oceano.

Gli ultimi Imoca 60 si sono rivelati imprendibili in condizioni di vento medio, onda moderata, e andature al lasco stretto, ma quando l’Oceano va risalito di bolina o le onde sono molto alte i nodi sono venuti al pettine.

Problemi ai foil, agli alberi e in alcuni casi anche di tenuta delle strutture, insomma gli ultimi Imoca sono progetti da rivedere.

In che direzione stanno andando i designers che sono impegnati sui nuovi progetti, che presto vedranno l’acqua, o sull’aggiornamento delle barche già esistenti?

L'Occitane IMOCA 60
L'Occitane IMOCA 60

Una tendenza sembra potere emergere: le carene delle barche non saranno più esasperatamente piatte. La tendenza negli Imoca visti fino allo scorso Vendée Globe è stata quella di fare carene molto tese, con pochissima curvatura tra prua e poppa, per massimizzare la lunghezza al galleggiamento e avere una barca molto stabile e potente alle andature portanti.

Questa tendenza potrebbe essere rivista verso carene più curve e tolleranti, che possano assorbire meglio le sollecitazioni generate dalle alte velocità dovute ai foil.

C’è una barca navigante che ha già cambiato questa tendenza, ed è l’ex Occitane di Amel Tripon, adesso acquistato dal francese Louis Burton. Il progetto di Sam Manuard, se lo si osserva lateralmente, mostra una curvatura prua poppa più accentuata, con una buona porzione di prua che sale addirittura fuori dall’acqua.

Anche la poppa a barca piatta risulta leggermente rialzata, proprio perché la curvatura prua-poppa è più accentuata rispetto alle carene piatte e alla massima ricerca del galleggiamento degli ultimi Imoca.

Charal IMOCA 60
Charal IMOCA 60
Hugo Boss IMOCA 60
Hugo Boss IMOCA 60

Confrontando le foto dell’Occitane con Charal e l’ex Hugo Boss (acquistata dallo svizzero Alan Roura), si nota la differenza di forma soprattutto a prua.

In più l’Occitane montava dei foil con l’attacco molto alto sull’acqua, in modo tale che in caso di avaria non si creassero pericolose vie d’acqua.

La tendenza dei futuri Imoca sembra essere questa, ovvero di barche con scafi più tolleranti, che cederanno un po’ di potenza in alcune condizioni per essere però complessivamente più sicuri e veloci in un più ampio ventaglio di situazioni, soprattutto quando negli Oceani del Sud il mare diventa molto severo.

© Riproduzione riservata

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