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Il registro telematico sta portando l’allungamento dei tempi d’immatricolazione

Il registro telematico tanto voluto da Confindustria Nautica e dal Ministero dei trasporti, si sta rivelando un enorme fiasco che come unico risultato sta portando l’allungamento dei tempi d’immatricolazione

NSS
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Roma - Il Registro Telematico del Diporto, una grande novità che doveva risolvere molti problemi e che invece li ha creati trasformandosi in “ufficio complicazioni cose semplici”.

Sino al 2018, quando il sistema di registrazione delle barche era medioevale e composto da tanti registri cartacei dove dei giovani marinai scrivevano a mano i dati delle barche, per immatricolare un’imbarcazione nuova ci volevano pochi giorni.

Dopo decine di milioni di euro dei contribuenti spesi per creare un registro elettronico nazionale delle barche immatricolate, nel 2019 si è arrivati a istituire il Registro Telematico delle imbarcazioni da Diporto.

Politici e uomini di Confindustria plaudono al lavoro svolto e presentano la cosa come una vera rivoluzione che cambierà profondamente il modo di gestire le immatricolazioni delle barche con positive ricadute anche sul mondo del leasing nautico, ma oggi dobbiamo constatare che la buona volontà di questi signori, ha prodotto solo molte complicazioni.

SVN solovelanet ha intervistato il dott. Marco D’Agliano, Responsabile Nautica Segreteria Nazionale Studi di UNASCA, la storica associazione delle autoscuole e agenzie pratiche, tra le quali ci sono anche molte agenzie di pratiche nautiche, per avere un’idea di quale sia oggi la situazione delle immatricolazioni delle barche. Un problema che rischia di danneggiare tutto il settore.

SVN – Dott. D’Agliano, quanti giorni servivano per immatricolare una barca prima dell’arrivo del registro telematico del diporto?

M.D. – Dai 15 ai 20 giorni al massimo per una nuova immatricolazione.

SVN – Oggi quanti giorni occorrono passando per il Registro Telematico del Diporto?

M.D. – Tra i trenta e i quaranta giorni, in aumento.

SVN – Quindi il registro telematico del diporto, per il quale il contribuente italiano ha speso molti milioni di euro, invece di migliorare la situazione la peggiorata notevolmente?

M.D. - In questo momento sì, la situazione sta diventando veramente grave. Lei si immagini una persona che deve comprare una barca da immatricolare ora, a fine aprile, e si rende conto che non potrà utilizzarla se non prima di giugno. Certamente non è incentivato all’acquisto.

SVN – Da cosa dipende questo ritardo?

M.D. – Prima le barche erano registrate su registri cartacei dislocati in centinaia di uffici delle capitanerie, ogni ufficio registrava poche barche al mese e la cosa era fatta in pochissimo tempo. Oggi, centinaia di barche da immatricolare sono registrate tutte nello stesso ufficio dove lavorano solo 4 persone.

SVN – In Italia il numero di barche registrate ogni anno è piuttosto limitato e ora con il Covid lo è ancora di più, possibile che queste 4 persone non ce la facciano a fare un lavoro tutto sommato molto limitato, si tratta di immettere dati in un database, anzi si tratta di controllarli, perché i dati li immettono gli STED (delle agenzie di pratiche nautiche autorizzate a interagire con il registro telematico).

M.D. – Non so che cosa dirle, fatto sta che le pratiche non vanno avanti e i ritardi si accumulano. Ad oggi ci sono 1.600 pratiche in attesa.

SVN – Per cui, secondo lei, il problema è la scarsità di personale?

M.D. – Sostanzialmente sì. Tuttavia, proprio oggi è uscita la notizia che Ucon che è direzione generale trasporto marittimo, dalla quale dipende il registro telematico, si prepara ad assumere 12 persone da destinare a questo.

SVN – Quindi se capiamo bene, Ucon, prima ha investito qualche milione di euro per fare un grande database, poi ha mandato in tilt tutto il sistema delle immatricolazioni nautiche spingendo molti operatori a immatricolare in Francia dove con 2 giorni si ottiene la licenza di navigazione, pagando l’IVA in Francia e, alla fine, ha deciso di assumere il personale necessario a fare funzionare il sistema?

M.D. – Sì, è così. Poi bisognerà vedere se il personale sarà sufficiente per risolvere il problema. Lei consideri che oltre alle immatricolazioni, ci sono le cancellazioni, le trascrizioni e molte altre cose da fare che se camminano a questi ritmi e continuano ad accumulare arretrati, prima o poi paralizzeranno il settore. Prenda la trascrizione dell’ipoteca. Oggi per registrare un’ipoteca ci si impiega circa 90 giorni. Questo significa che una persona poco corretta che apre un’ipoteca sulla propria barca, diciamo per prendere un finanziamento in banca, ha circa tre mesi di tempo per vendere la barca senza che nessuno possa accorgersi che questa è gravata da una ipoteca. Per i truffatori è una manna che cade dal cielo.

SVN – Se non erro, quella che una volta si chiamava UCINA e che oggi è Confindustria nautica, aveva fortemente voluto il registro telematico proprio per mettere un argine alle truffe perpetrate ai danni dei leasing vendendo la stessa barca a più persone.

M.D. - Sì e sicuramente la strada tracciata è in linea con le normative Europee, ma la cosa non sta funzionando, con il ritardo sulla iscrizione dell’ipoteca, la situazione invece di migliorare si è aggravata.

SVN – Quindi il grande colpevole è Ucon.

M.D. – Premesso che gli uomini di Ucon sono sempre disponibili e fanno il massimo per arginare questi ritardi, il problema è anche la grande quantità di errori che si trovano nelle schede che la Capitaneria di Porto invia all’ Ucon per la registrazione. Ci sono barche registrate senza i dati essenziali per riconoscerle, errori banali, misure sbagliate o del tutto assenti. Un problema già segnalato agli organi competenti che purtroppo rallenta ancora di più il sistema.


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