SVN logo
SVN solovelanet
lunedì 30 novembre 2020

Transat Jacques Vabre: Pedote taglia il traguardo

'Ho imparato molto e sono stato in grado di definire diversi punti di miglioramento in vista del Vendée Globe'

Abbonamenti SVN
ADV
Salvador de Bahia (Brasile) - Alle 4:41 di questa mattina (ora italiana), Giancarlo Pedote e Anthony Marchand a bordo di Prysmian Group hanno tagliato il traguardo della 14a edizione della Transat Jacques Vabre Normandy Le Havre, completando le 4.350 miglia del percorso in 17a posizione.

Si tratta di un risultato che non corrisponde né alle loro aspettative, né al loro potenziale, ma i due co-skipper di Prysmian Group, audaci nella scelta di un'opzione occidentale purtroppo non pagante, hanno dimostrato la loro perseveranza continuando a regatare con immutato spirito di competitività per quasi metà gara senza un foil e con un timone danneggiato a causa di una collisione con un oggetto non identificato vicino a Capo Verde.

Sebbene il risultato in classifica non sia quello che speravano, è stata una straordinaria esperienza di apprendimento, soprattutto per Giancarlo che non solo ha accumulato miglia preziose in vista della sua qualifica per il Vendée Globe, ma ha potuto conoscere la sua barca in maniera determinante.

La regata racontata da Giancarlo Pedote.

“Arrivare a Salvador de Bahia è ovviamente un sollievo. L'opzione Ovest che abbiamo scelto come hanno fatto altre quattro barche, si è rivelata estenuante sia per la barca sia per noi stessi, perché abbiamo fatto molte più miglia in condizioni difficili di vento e mare. Una scelta che alla fine non ha pagato.

Sapevamo fin dall'inizio che stavamo prendendo la strada più complicata, ma si trattava di una scelta ponderata, fatta in accordo con il nostro meteorologo l'ultima sera prima di lasciare Le Havre. Abbiamo seguito il nostro piano iniziale, tranne per il fatto che il fenomeno meteorologico che ci aspettavamo non si è verificato. Ovviamente è stata una grande delusione. (Questa scelta ha fatto perdere oltre 400 miglia dalla testa della flotta.)

Mentre ci trovavamo al 13° N (alla latitudine di Capo Verde, poco dopo metà regata) navigando a una media di oltre 15 nodi negli alisei felici di averli finalmente agganciati, abbiamo sentito un grande ‘bam’. La barca si è fermata improvvisamente. In quel momento, eravamo entrambi all'interno della barca, concentrati al tavolo da carteggio. Quando siamo usciti abbiamo visto che il foil di dritta era rotto e il timone sullo stesso lato era danneggiato. È stato un momento difficile.

Da quel momento in poi, la gara non è stata più la stessa. (Dopo aver effettuato i controlli tecnici necessari e la consultazione con il team a terra si è ritenuto di poter continuare la navigazione.) Tutta la seconda metà della regata si deve fare mura a sinistra, e senza il foil di dritta sapevamo di trovarci ‘con la scarpa sbagliata’. È destino, qualcosa che non puoi controllare. Abbiamo continuato la nostra corsa in modalità ‘rallentata’ e questo spiega perché la nostra velocità fosse inferiore a quella dei nostri avversari.

Nelle regate offshore, è così. Puoi passare dall'euforia alla tristezza in una frazione di secondo, ma devi sapere come combattere e reagire per andare avanti. Certo, in termini di prestazioni un diciassettesimo posto non è quello che stavamo cercando, e non è così facile da accettare. Ma quello che voglio ricordare di questa gara, è l’esperienza, un’esperienza che ha molti aspetti positivi.

Non rimpiango la nostra opzione a Ovest, perché mi ha permesso di affrontare condizioni difficili per un lungo periodo e l'IMOCA è una classe nella quale si progredisce con l'esperienza. Ho imparato molto e sono stato in grado di definire diversi punti di miglioramento in vista del Vendée Globe.”

Giancarlo Pedote durante questa Transat Jacques Vabre ha mostrato ancora una volta determinazione e capacità di reazione, valori condivisi da Prysmian Group, Electriciens sans frontiéres e dallo spirito #4PEOPLE.