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Day 34 - Sfida all’ultimo record

Le Cléac´h e Gabard sono impegnati in una sfida continua per mantenere la posizione di testa

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Questa edizione della Vendée Globe si fa sempre più entusiasmante. Il duello tra François Gabart su Macif e Armel Le Cléac´h su Banque Populaire sta catalizzando l’attenzione di centinaia di migliaia di appassionati che giorno dopo giorno, in tutto il mondo, seguono le vicende di questi skipper che, sperduti in un oceano senza limiti, si sfidano a colpi di record.

L’edizione 2012-2013 della Vendée Globe, rimarrà alla storia, come l’edizione dei record. Dopo quello stabilito da Armel Le Cléac´h come skipper più veloce di sempre (relativamente alla Vendée Globe) a raggiungere il Capo di Buona Speranza, ora è la volta di Gabart che ha rotto il record come skipper più veloce a raggiungere Capo Leeuwin in Australia meridionale. Tra questi due record, sono caduti una serie di record di percorrenza stabiliti e subito dopo battuti di cui l’ultimo è stato quello di Gabart che ha percorso 545 miglia nelle 24 ore con una media di 22,70 nodi.
I due ora si trovano a 30 miglia uno dall’altro e sembrano voler combattere anche per il singolo miglio.

Gabart – Quando hanno chiesto a François Gabart via satellite a cosa attribuisse questa sua bellissima prestazione nella Vendée Globe sino ad ora, il 24enne ha dichiarato: “Penso che molto sia dovuto alla sintonia che sono riuscito a trovare con la mia barca. Durante i lunghi allenamenti che hanno preceduto la regata, ho conosciuto e capito Macif e questo mi ha reso fiducioso nelle sue capacità permettendomi di azzardare un po’ di più. Questa sintonia non è costante, a volte si perde, come è successo un paio di notti fa, quando Armel è stato più veloce di me e mi ha sorpassato.”
Tecnicamente Macif e Banque Populair sono molto simili tra loro anche se Gabart fa notare che c’è una differenza sostanziale: “La barca di Armel ha la chiglia in carbonio, un materiale molto leggero, più leggero dell’acciaio, ma meno sottile. La mia chiglia è più sottile della sua e sopra i 20 nodi la differenza si sente. La resistenza idrodinamica della mia chiglia è inferiore a quella di Banque Populair, cosa che mi permette di fare velocità maggiori.

Thomson – Alex Thomson, si prepara ad affrontare il sistema di bassa pressione Claudia, inizialmente classificato come ciclone. Claudia investirà Thomson con venti a raffiche sino a 40 nodi. Alex, che si trova in una buona posizione per affrontare i forti venti continua a faticare per riparare uno dei due idrogeneratori. Si tratta di un lavoro lungo che, come ha detto lo stesso Thomson, si concluderà, probabilmente, all’altezza di Capo Horn”.

La rottura dell’idrogeneratore costringe lo skipper di Hugo Boss a fare molta attenzione al consumo di energia elettrica. L’energia serve prevalentemente ad alimentare il timone automatico, apparecchiatura essenziale in una regata come la Vendée Globe il malfunzionamento del quale ha già costretto al ritiro Zbigniew Gutkowski, lo skipper polacco di Energa, il quale si è ritirato pochi giorni dopo la partenza.
Thomson riesce a ricaricare le batterie allungando un po’ il bordo con mura a dritta, situazione in cui riesce a mettere in acqua l’altro idrogeneratore che è ancora funzionante.