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Day 25 - Crozet, il secondo Icegate

La squadra di testa della Vendée Globe sta passando il secondo Icegate, la Crozet

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Day 25 - Continua la battaglia tra i cinque skipper di testa che in queste ore stanno passando il secondo cancello, quello della Crozet. Le scelte tattiche dei cinque navigatori sono diverse.

Armel Le Cléac´h, che è ancora in testa, punta sulla precisione della rotta più corta e, nonostante sia costretto a navigare in una zona dove il vento è più debole (12/15 nodi), ha passato il cancello questa mattina alle 4 UTC.

Stamm e Gabart hanno scelto una rotta un po’ più a sud e mantengono velocità medie più alte di quella di Armel di circa un nodo. In particolare Stamm con questa scelta sta recuperando acqua sul primo in classifica. Alex Thomson che sembra amare lo stare fuori dal coro, ha fatto una scelta più decisa e ha puntato più a sud degli altri in cerca di venti forti che ha trovato, ma che non gli hanno permesso, comunque di mantenere una media superiore agli altri (17,8 nelle 24 ore, contro i 18 nodi di Stamm). Thomson è ora molto vicino alla zona degli iceberg conosciuti e deve moltiplicare la sua attenzione per non scontrarsi con una di queste isole naviganti che costituiscono il maggior pericolo in queste latitudini.

Per quanto le distanze si siano accorciate, ora gli inseguitori devono risalire a nord per passare il cancello della Crozet, mentre Armel, avendolo già fatto, può puntare decisamente a sud alla ricerca dei forti venti meridionali che lo porteranno al terzo cancello, 1500 miglia più a est.

Gabart - François Gabart, che continua ad avere problemi con il suo trasmettitore e di tanto in tanto scompare dallo schermo della Vendée Globe, ha dato una buona descrizione delle condizioni in cui gli skipper stanno navigando: “Il mare si è calmato e il vento è calato diventando incredibilmente instabile, e per me non è facile (il ventiquattrenne François, ha dovuto manovrare per tutta la notte alle vele per mantenere la sua posizione), ma non mi lamento, poteva essere molto peggio di così. Mentre faccio le manovre sul ponte, il freddo è pungente e i ghiacci non possono essere lontani”. François ieri ha festeggiato con del foie gras, la suo primo ingresso nell’Oceano Indiano.

Sansò – Jevier Sansò su Acciona, continua a condurre da lontano il secondo gruppo di inseguitori ma, come abbiamo già detto ieri, la sua vita non è facile a causa del vento che sembra voler riservare tutta la sua energia solo al gruppo di testa. Sansò ha passato nella notte il primo cancello, Aigilles spinto da un buon vento, ma ora ha davanti a sè una sacca di alta pressione con venti molto deboli, un ostacolo difficile da passare senza allungare di molto la distanza con il primo in classifica.

I cancelli – Chi segue le vicende della Vendée Globe, legge spesso dei famosi cancelli. Questi sono otto, i primi tre sono sul 40esimo parallelo o a questo molto vicini, gli altri scendono al 50esimo parallelo e sotto di questo, senza però mai passare il 55esimo. La loro estensione è di circa 360 miglia sul parallelo e gli skipper devono percorrere almeno un punto a nord di questi. I cancelli servono a non permettere agli skipper di scendere troppo a sud per accorciare la rotta (più è alta la latitudine, più si restringe la circonferenza del globo) e tenere, per quanto possibile, la flotta al sicuro dalla zona dove gli iceberg sono più frequenti. Passati tutti e gli otto cancelli, la boa che segna l’inizio della risalita a nord, verso Les Sable d’Olonne in Atlantico, è Capo Horn, il terzo e l’ultimo dei capi che le barche della Vendée devono passare.