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Day 75 - Dick non lo fare

In molti chiedono a Jean Pierre Dick di desistere dalla sua idea di continuare la regata

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Day 75 - Quando Jean Pierre Dick ha perso la chiglia tre giorni fa, ha deciso di andare avanti verso Les Sables d’Olonne, continuando a rimanere in regata e fissando un momento di riflessione a dopo il passaggio delle Azzorre. Oggi sono diverse le voci che chiedono a Jean Pierre Dick di desistere, una di queste è quella del suo avversario Alex Thomson che è intervenuto durante la diretta della Vendée Globe TV di ieri sera:“ Andiamo incontro a condizioni meteo piuttosto pesanti, se fossi in lui io non lo farei. Preferirei arrivare io quarto piuttosto che vedere Jean Pierre non arrivare per nulla”.

Sull’argomento è intervenuto anche Alain Gaultier, uno dei più noti e amati navigatori solitari francesi:“Jean Pierre probabilmente sta navigando con 6/7 tonnellate di acqua nelle zavorre, il che, probabilmente, rende la barca sicura nella navigazione con venti portanti. Ma quando la barca dovrà risalire di bolina la situazione potrebbe cambiare. So che Jean Pierre prenderà la giusta decisione e farà quello che è meglio per garantire la propria sicurezza”.

In effetti, se con molta destrezza si può riuscire a mantenere stabile una barca larga come un Imoca 60 con venti portanti, è molto difficile far si che questa non si ribalti di bolina e soprattutto con venti forti, venti che con tutta probabilità Jean Pierre incontrerà nel Golfo di Biscaglia.



Jean-Pierre Dick en plein dilemme di VendeeGlobeTV

Gabart incrocia le dita – Les Sables d’Olonne è davanti alla prua di Gabart ad appena 1.200 miglia di distanza. Tre, massimo, quattro giorni di navigazione. Gabart deve reggere duro per ancora 4 giorni, lo Sciacallo, come chiamano il suo avversario Armel Le Cléac´h, gli alita sul collo e continua a guadagnare miglia. Oggi Armel è a 88 miglia da Gabart, contro le 111 di ieri. Fortunatamente per Gabart, davanti a loro il tempo è burrascoso e per Armel, quando c‘è vento forte è più difficile recuperare miglia.

All’entrata del Golfo di Biscaglia, sono previsti venti da ovest a 35/40 nodi. Le previsioni più accreditate, danno Gabart vincente con sei ore di distacco, ma, come insegna Jean Pierre Dick, alla Vendée Globe tutto può accadere in qualsiasi momento.

Gabart è cosciente della delicatezza del momento: “Sto navigando con molta prudenza. Sino ad ora non l’ho mai fatto, ma ora non cercherò la massima velocità per guadagnare qualche miglio in più. Lo avrei fatto se Armel fosse stato davanti a me, ma non è così, quindi cercherò di giocarmi queste ultime miglia nel modo più prudente possibile”.

Record – L’arrivo di Gabart a Les Sables d’Olonne è previsto tra sabato e domenica mattina, il che significa che il giovane skipper chiuderà il suo giro del mondo in 77/78 giorni, una settimana prima di quanto ha fatto Michel Desjoyeaux su Foncia nella scorsa edizione, quando arrivò al traguardo dopo 84 giorni e 3 ore dalla partenza.
Un tempo incredibile, meno di due mesi e mezzo per percorrere 24.000 miglia. Una media di oltre 13 nodi, un nodo in più di quanto fatto da Michel Desjoyeaux nel 2009.