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Team Sanya rompe un timone

Il team cinese rompe un timone, quando ha informato la direzione di corsa si trovava in prima posizione

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Pacifico - L’equipaggio di Team Sanya è al lavoro per riparare un timone, rotto questa mattina e che stava provocando una via d’acqua nel compartimento di poppa del Volvo Open 70 cinese. Team Sanya, ha comunicato il problema al Race Control Centre di Alicante intorno alle 9 (ora italiana) di questa mattina, quando la barca si trovava al comando della quinta tappa partita la scorsa domenica da Auckland in Nuova Zelanda verso Itajaì, in Brasile.

Il team guidato dall’esperto skipper neozelandese Mike Sanderson, ha informato che stava lavorando nella parte poppiera della barca per pompare fuori l’acqua che aveva allagato il compartimento stagno ma che la parte centrale della barca non era interessata dal problema.

Raggiunto al telefono lo skipper di Team Sanya ha spiegato quanto avvenuto a bordo. "E’ incredibile, sono senza parole. E’ triste e ancora una volta non ha nulla a che fare con noi. Il timone si è spezzato fra scafo e coperta, che è la cosa peggiore che possa succedere. I ragazzi hanno appena finito di tappare il buco, un lavoro per cui hanno impiegato due ore e abbiamo montato il timone di rispetto. Stavamo navigando veloci, fra i 20 e i 30 nodi in nuone condizioni, vento a raffiche sui 30 nodi, cioè le condizioni in cui queste barche sono più veloci. Eravamo contenti, in prima posizione e ben messi per guadagnare ancora vantaggio. Era un vantaggio che ci eravamo guadagnati con cinque giorni di duro lavoro. Siamo distrutti, non ce ne rendiamo ancora conto fino in fondo."

Sanderson ha spiegato che il team si è messo subito al lavoro per evitare il peggio. "Eravamo in modalità sicura. Dovevamo preservare la barca, tutto il compartimento di poppa era allagato, direi tre o quattro tonnellate d’acqua che premevano sulla struttura. Il fatto è che avevamo tutte le vele in coperta a poppa, il ballast posteriore pieno e tutto il materiale sottocoperta indietro, quindi la barca era appoppata. Appena ci siamo fermati l’acqua ha cominciato a entrare. E’ la seconda volta che ci capita ed è una cosa che fa paura.

Sanderson ha raccontato di come l’equipaggio si sia accorto del problema. “Richard Mason stava timonando e io ero al carteggio. Abbiamo sentito un colpo fortissimo e abbiamo capito di essere nei guai, non sapevo di cosa si trattasse ma sapevo che era grave. Poi abbiamo strapoggiato cercando di arrotolare il gennaker. Ci siamo sdraiati con le vele in acqua, avevamo la chiglia basculata dalla parte sbagliata e anche tutti i pesi.

Sanderson ha detto che pur non essendo chiara la dinamica dell’incidente ci potrebbero essere cause diverse. “Le barche vanno veloci, potrebbero essere state due cose, un’onda che è ritornata oppure potremmo aver urtato un’altra volta un oggetto galleggiante. Non sono sicuro, tutto ciò che so è che abbiamo un brutto buco nella barca.”

Ovviamente l’equipaggio ha subito un forte contraccolpo emotivo. “Siamo devastati, davvero. Eravamo così felici di come avevamo navigato, vinto la Pro-Am e guidato la partenza della tappa quindi è molto, molto triste. Ora abbiamo una corsa contro il tempo da affrontare solo per arrivare in Brasile. La cosa più importante è che stiamo tutti bene.

Questo è il terzo stop per Sanya dall’inizio della regata. Il team era stato vittima di un grave problema allo scafo poco dopo la partenza della prima tappa da Alicante che lo aveva costretto al ritiro dalla frazione e a spedire la barca via nave a Città del Capo dove era stata riparata. Nella seconda tappa, sempre quando lo scafo si trovava in testa, un problema al sartiame aveva obbligato Team Sanya a far scalo in Madagascar per le riparazioni.

Al rilevamento delle 14, quando si è entrati nel quinto giorno di regata e mancano poco meno di 5.425 miglia al traguardo brasiliano, Groupama 4 è primo con un margine, di 3,9 miglia su CAMPER, PUMA resta terzo con 25,9 miglia di distacco, Team Telefónica, è quarto a 50,7 e Team Sanya quinto a 130 miglia. Chiude il gruppo Abu Dhabi, a 381,1 miglia. I due battistrada sono i più veloci, con 23,8 e 24,9 nodi rispettivamente.

Posizioni al rilevamento delle ore 13 GMT (14 ora italiana) del 22 marzo 2012
1. Groupama sailing team a 5.424,8 miglia da Itajaí
2. CAMPER with Emirates Team New Zealand, +3,9
3. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +25,9
4. Team Telefónica, +50,7
5. Team Sanya, +130
6. Abu Dhabi Ocean Racing, +381,1