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Green Comm, quale futuro?

Bmw Oracle ha già dichiarato che in qualità di Challenger of Record, se non raggiungerà il mutuo consenso, si riserverà di rifiutare qualsiasi candidatura

Torqeedo
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Valencia – Alinghi contro Bmw Oracle. La lotta, più giudiziaria che sportiva, non è più soltanto tra loro due. Negli ultimi giorni, la diatriba che tiene in scacco da due anni la Coppa America ha accolto un nuovo contendente: Green Comm Challenge, il consorzio rappresentato dal Circolo Vela Gargnano.

La questione è la seguente: la sfida italiana riuscirà ad iscriversi alla prossima edizione dell’evento? Al momento sembra molto difficile, perchè Bmw Oracle non sembra intenzionato ad aprire una contesa multi-challenger. Il team di Larry Ellison ha infatti dichiarato che, secondo quanto previsto dal Deed of Gift, se non giungerà al mutuo consenso con il defender per un evento aperto ad altri contendenti, come Challenger of Record ha il diritto di rigettare qualsiasi candidatura. Cosa che sembra intenzionato a fare nei confronti della sfida azzurra, e che potrebbe aprire nuovi scenari legali tra i team coinvolti.

Intanto, in un’intervista al portale Valencia Sailing, Francesco De Leo, responsabile del progetto Green Comm, ha voluto fare un po’ di chiarezza sulla mission del team gardesano. “Non siamo assolutamente una pedina di Alinghi – ha dichiarato – e non abbiamo nessuna connessione con gli uomini di Bertarelli. Vogliamo portare avanti la nostra sfida in maniera indipendente e pensiamo sia possibile, anche se il tempo è molto ridotto”.

De Leo ha anche annunciato la natura innovativa del progetto. “Anche se l’Italia non ha una grande tradizione nel campo dei trimarani – ha continuato – con i giusti contatti è possibile raggiungere qualsiasi obiettivo. Abbiamo un approccio differente rispetto al comune. Non c’è una persona a capo del team di progettazione, ma la continua collaborazione tra diversi team come quello del professor Nani Lombardi dell’università di Pisa, il Politecnico di Torino e l’università di Ucla”.

Smentito, inoltre, ogni possibile collegamento con +39, la precedente sfida del Circolo Vela Gargnano. “Non ci sono relazioni con +39 – ha detto – e l’unica cosa che ci accomuna è il circolo di appartenenza”.

La chiusura, infine, lascia qualche dubbio all’effettiva competitività della sfida. “Ragioniamo come se dovessimo affrontare una missione impossibile – ha detto – e avremo il vantaggio di vedere i catamarani di Oracle e Alinghi per trovare nuovi spunti. La Coppa America tuttavia è un business e l’importante è esserci per parlare della nostra azienda, di cosa facciamo, delle nostre tecnologie a basso impatto ambientale”.

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