Attenti ai pesi in barca. Una cattiva distribuzione si sente in navigazione
ARTICOLO PREMIUM
di Jean Bonnet
07/05/26
Tempo di lettura: 7 minuti
UN eccesso di catena, due ancore aprua, il tender in coperta e la batteria dedicata all'elica di prua, creano una miscela esplosiva che porta la prua a tendere verso il basso
La distribuzione dei pesi in barca a vela incide su stabilità, velocità e comfort. Ecco cosa succede quando prua, poppa o baricentro sono sbilanciati.
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Su una barca a vela i pesi non sono mai un dettaglio secondario. Una tanica lasciata nel gavone sbagliato, una catena troppo abbondante a prua, un tender sistemato male, una cambusa caricata senza criterio o un equipaggio seduto tutto da una parte possono cambiare il comportamento della barca più di quanto molti armatori immaginino. La distribuzione dei pesi incide sulla velocità, sulla stabilità, sul comfort e, in alcune condizioni, anche sulla sicurezza della navigazione.
La notizia, se così si può dire, è che questo tema riguarda tutti. Non solo chi regata e cerca il decimo di nodo, ma anche chi parte per una crociera estiva con la barca piena di acqua, provviste, ricambi, attrezzature, biciclette pieghevoli, sup, batterie e dotazioni. La barca a vela è progettata per navigare secondo una certa linea d’acqua, con un assetto previsto dal progettista. Quando il peso si allontana troppo da quell’equilibrio, la carena lavora in modo diverso e la barca comincia a raccontarlo:
iù lenta, più nervosa sull’onda, più faticosa al timone o meno pronta nelle manovre. Tender a poppa, ancora di reispetto sul pulpito così come un motorino FB più grande di quello ch eserve, portano al apoppa a struscire sull'acqua, si andrà molto più piano e la barca sarà più dura sull'onda Perché i pesi devono stare bassi e centrali Il principio più semplice è anche il più importante: i pesi pesanti dovrebbero stare il più possibile in basso e vicini al centro della barca. In basso, perché un baricentro più basso aiuta la stabilità. Vicini al centro, perché riduce l’effetto pendolo e limita il beccheggio. Una barca caricata alle estremità, con molta massa a prua e a poppa, tende a reagire peggio al mare formato. Ogni onda che solleva la prua deve muovere più peso; ogni ricaduta viene amplificata. Il risultato è una barca che picchia, rallenta e affatica l’equipaggio. Il caso più frequente è la prua troppo pesante. Succede quando nel gavone dell’ancora si accumulano metri e metri di catena, cime, ancore di rispetto, parabordi, taniche e attrezzature che sembrano innocue perché nascoste. In realtà, quella massa si trova nel punto meno favorevole. La barca può infilare la prua nel
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