
Il Bayesian, hanno stabilito i periti della Procura di Termini Imerese, non è affondato per colpa del cattivo tempo. Non c’è stato nessun downburst, o almeno, non c’è stato alcun downburst pericoloso, il vento non è mai stato di intensità eccezionale, ma gli inglesi del MAIB (Marine Accident Investigation Branch) del Ministero dei Trasporti britannico dicono il contrario. Perché i periti della Procura e quelli del MAIB non concordano?
Che il temporale non fosse forte come molti dicono era evidente sin dalle prime ore, SVN lo ha scritto più volte sin dai primi giorni dopo il naufragio. Non c’era nessuna evidenza di raffiche a 100 nodi: a giudicare da quanto si vede nei video che tutti i giornali hanno riportato a prova del terribile temporale, un occhio esperto capisce che le raffiche difficilmente hanno raggiunto i 40 nodi, forse una o due sono salite a 60 nodi, come ha testimoniato il comandante della barca olandese che era ancorata vicino al Bayesian.
Le due ricostruzioni sul naufragio del Bayesian
I periti della Procura di Termini Imerese stabiliscono proprio questo: non c’è stato alcun evento eccezionale, il vento era gestibile. Le due posizioni, quella della Procura e quella del MAIB, portano a due diverse conclusioni. Per la Procura, le responsabilità vanno ricercate nel comportamento dell’equipaggio. Per il MAIB, la colpa è della nave, che non era progettata e costruita per resistere a un evento eccezionale.
La barca, in quanto megayacht, aveva delle particolarità. La prima e più importante è che, una volta raggiunti i 70° di sbandamento, non sarebbe più stata in grado di raddrizzarsi. Il MAIB sostiene che tale sbandamento si raggiunge con una raffica di poco superiore ai 63 nodi con barca a secco di tela. Ma la cosa più importante è che il MAIB sostiene che il comandante era all’oscuro di tale particolarità.
La posizione del vecchio comandante del Bayesian
Il vecchio comandante del Bayesian, Stephen Edwards, che comandò la nave dal 2015 al 2020 prima che la acquistasse Mike Lynch, però, dice il contrario. Secondo lui, sui libri di bordo sono annotate tutte le criticità e tutti i comandanti ne sono perfettamente a conoscenza.
Perché il MAIB, che pure è un istituto dalla reputazione molto solida, spinge per addossare le colpe al cantiere quando la Procura italiana, che ha molte più informazioni del MAIB, che non è stato ammesso alle prove, ritiene, per quanto si sa sino a ora, il cantiere estraneo a colpe di sorta?
Perché MAIB e Procura arrivano a conclusioni diverse
Probabilmente i motivi sono da ricercarsi proprio nel documento stilato dal MAIB, dove si dice che l’ente è tenuto a redigere un rapporto di metà inchiesta ma che, in questo caso, proprio perché la Procura non lo ha autorizzato a valutare direttamente gli elementi di prova, questo sarà incompleto.
Il MAIB ha redatto il rapporto prima che il Bayesian fosse recuperato, quindi lo ha fatto basandosi solo su dati pubblicati dal cantiere o da qualche ente certificatore, mentre i periti della Procura hanno avuto accesso diretto al relitto e a tutti i database contenenti informazioni sulla meteorologia di quella notte.
Anche se gli avvocati delle vittime spingono verso la versione del MAIB, che chiamerebbe in causa direttamente il cantiere e la sua assicurazione, e le assicurazioni del Bayesian spingono, invece, per la versione della Procura, la discrepanza tra le due tesi, con tutta probabilità, è dovuta solo al fatto che il MAIB non aveva gli elementi per giudicare.
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