
Il 18 maggio 1967 Francis Chichester era in oceano verso Plymouth. La sua impresa sul Gipsy Moth IV cambiò la vela oceanica.
Francis Chichester verso Plymouth: il viaggio che cambiò la vela oceanica
Il 18 maggio 1967 Francis Chichester è ancora in oceano, solo a bordo del Gipsy Moth IV, diretto verso Plymouth. Mancano dieci giorni alla fine di un viaggio che cambierà il modo di raccontare la vela oceanica: era partito dallo stesso porto inglese il 27 agosto 1966, aveva raggiunto Sydney il 12 dicembre dopo 107 giorni di mare, poi era ripartito il 29 gennaio 1967 per affrontare il tratto più duro, quello del ritorno passando da Capo Horn.
A 65 anni, Chichester non sta soltanto completando un giro del mondo in solitario. Sta dimostrando che una piccola barca a vela può misurarsi con le rotte dei grandi clipper dell’Ottocento e farlo con un uomo solo a bordo. Il suo obiettivo era correre contro il tempo delle navi veloci che collegavano l’Inghilterra all’Australia, ma la sua impresa andrà oltre il cronometro. Diventerà un passaggio culturale: da quel momento la navigazione oceanica solitaria non sarà più soltanto un gesto estremo, ma una disciplina capace di parlare al grande pubblico.

Il Gipsy Moth IV e la rotta verso Sydney
Il Gipsy Moth IV era un ketch di circa 16 metri, costruito da Camper & Nicholsons e pensato per quella sfida. Non era una barca facile. Durante la traversata verso Sydney, il sistema di timoneria a vento ebbe problemi quando Chichester era ancora molto lontano dall’Australia. Lui non si fermò a Fremantle, ma lavorò per giorni sulle regolazioni, cercando un equilibrio tra vele e timone che permettesse alla barca di continuare a macinare miglia.
La ripartenza da Sydney e il passaggio da Capo Horn
La sosta a Sydney non fu la fine dell’avventura, ma il suo punto di svolta. Da lì iniziava la parte più temuta: il ritorno verso l’Atlantico passando per il Grande Sud. Poco dopo la ripartenza, il Gipsy Moth IV venne colpito da un’onda e sbandò fino quasi a capovolgersi. Poi arrivarono Capo Horn, il freddo, la stanchezza, le onde alte, la sensazione di essere un punto minuscolo dentro un oceano che non concede distrazioni.

Perché l’impresa di Chichester è importante per la vela
Eppure Chichester continuò. Il 28 maggio 1967 entrerà a Plymouth dopo 226 giorni effettivi di navigazione e una sola sosta. La sua impresa non sarà il primo giro del mondo in solitario senza scalo, primato che arriverà più tardi con Robin Knox-Johnston, ma sarà il viaggio che aprirà la strada a tutto ciò che verrà dopo: la Golden Globe Race, la vela oceanica moderna, l’idea stessa del navigatore solitario come figura sportiva, tecnica e narrativa.
La forza di Chichester sta anche qui: non fu un eroe senza paura, ma un uomo anziano per gli standard sportivi dell’epoca, solo su una barca difficile, costretto a risolvere problemi reali con mezzi limitati. La sua storia resta importante perché mostra la vela nella sua forma più essenziale: preparazione, resistenza, conoscenza del mare e capacità di continuare quando il porto è ancora lontano.
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