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Baglietto: la rinascita dal passato

Beniamino Gavio, neo proprietario del cantiere Baglietto, si è impegnato in una caccia alle vecchie glorie del cantiere

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La Spezia – Un grande marchio è tale perché ha una grande storia e Baglietto di storia ne ha tanta, una storia che va fatta rivivere. Questo deve aver pensato Beniamino Gavio, neo proprietario del cantiere Baglietto, quando ha deciso di dare la caccia a qualcuna delle vecchie glorie costruite dal cantiere per farne il simbolo della sua rinascita.

Una di queste, il Ciocca II, un 6 metri Stazza Internazionale disegnato nei primi anni del dopoguerra da Olin Stephens dello studio S&S, mito delle classi metriche, è stato rintracciato in stato di abbandono in un cantiere del Maine, negli Stati Uniti. Una barca che all’insaputa di chi l’ha abbandonata a se stessa, è carica di storia.

Il Ciocca II partecipò alle olimpiadi di Londra del 1948, le stesse alle quali prese parte Agostino Straulino che, in quell’occasione, si piazzò quinto nella classe Star e dove il Ciocca II arrivò sesto.

Dal suo pozzetto hanno cazzato le scotte e tenuto la barra grandi nomi della vela italiana tra i quali Beppe Croce proprio in quell’olimpiade del 1948.

L’intenzione del Cantiere Baglietto, come dichiara Giulio Bertan dell’ufficio commerciale Baglietto, a margine della presentazione della prima barca Baglietto messa in acqua dal rinato cantiere, il megayacht Monokini 44, è quella di acquistare l’imbarcazione per la quale sono in trattativa con il cantiere statunitense che la ospita e quindi restaurarla completamente.

L’operazione oltre ad avere un forte significato per il rilancio dell’immagine del cantiere, ha anche un importante valore culturale.


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