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martedì 24 novembre 2020

Scongiurato il pericolo di doppia certificazione CE in acque interne

Il governo accoglie le modifiche richieste da UCINA

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Roma - Nei giorni scorsi c’era stato un allarme sulla possibilità del governo di recepire una direttiva UE per le acque interne che, al fine di regolamentare meglio la navigazione sui fiumi e renderla più sicura, avrebbe portato alla revisione di omologazione CE per le unità che navigano in acque interne. Il governo inizialmente aveva espresso la volontà di recepire la norma in modo integrale senza utilizzare le eccezioni che la norma stessa prevede.

Dopo diversi giorni di trattative e pressioni da parte dell’UCINA il governo ha deciso di ricorrere alle eccezioni, cosa che permetterà alle unità da diporto di continuare a navigare sui nostri laghi e fiumi senza dover richiedere un nuovo certificato CE, cosa che dovranno fare le barche tedesche e, probabilmente, francesi perché la grandezza dei loro fiumi che sono navigati da unità commerciali anche di grandi dimensioni, non gli permette di ricorrere alle suddette eccezioni.

Di seguito il comunicato stampa dell’UCINA
L’ultimo Consiglio dei Ministri ha adottato, fra gli altri, il testo definitivo del decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2016/1629 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 settembre 2016, che stabilisce i requisiti tecnici per la navigazione interna.

La bozza di schema di d.lgs richiedeva, anche per le unità da diporto, una specifica certificazione per la navigazione nelle acque interne, a prescindere dal possesso della certificazione per la navigazione in mare. Si sarebbe trattato di una duplicazione del certificato di sicurezza per la navigazione in mare, con evidenti aggravi burocratici e di costi, sia per il privato e i cantieri, sia per la Pubblica Amministrazione.

Il testo definitivo approvato dal Consiglio dei Ministri, invece, modifica sia l’art. 2 (ambito di applicazione) – escludendo dalla nuova disciplina le “unità adibite alla navigazione marittima, quando in navigazione nelle acque interne, purché provviste almeno di un certificato di sicurezza rilasciato in conformità al decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171” (codice della nautica) - sia l’Allegato 1, limitando l’elenco delle vie prese in considerazione dalla nuova normativa alle “vie navigabili interne nazionali”.

“Abbiamo chiesto al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, e - in occasione delle audizioni parlamentari - ai due partiti di maggioranza, di modificare la bozza del testo”, spiega la Presidente UCINA Confindustria Nautica, Carla Demaria - “Tutte le nostre argomentazioni sono state accolte, a dimostrazione non solo della loro efficacia tecnica, ma anche del fattivo e positivo confronto con il Governo”.

“Oltre il Ministro e il Sottosegretario, Edoardo Rixi, ringrazio i relatori di Camera e Senato, on. Guia Termini e sen. Gregorio De Falco, per il lavoro svolto. Il nostro core business è e rimane l’attività istituzionale di supporto di tutta la filiera e dell’utenza, anche quando - come in questo caso – ci occupiamo con soddisfazione di temi rilevanti, ma mediaticamente non eclatanti”, conclude Demaria.