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Normativa CE su acque interne: il governo rischia di fare danni

Se il governo non si oppone a una norma CE, molte barche dovranno rifare il CE

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Roma – Al Parlamento è in discussione il recepimento di una norma europea sulle acque interne che potrebbe avere delle serie ripercussioni sulla nautica che frequenta i laghi e i fiumi.

La norma prevede, al fine di regolamentare meglio la navigazione sui fiumi (in centro Europa il traffico di merci via fiume è una voce importante) e renderla più sicura, una revisione delle norme sulla sicurezza. Revisione che comporterebbe la necessità di rivedere i certificati di omologazione CE.

Il governo, che come già avvenuto con altri governi, di nautica capisce poco e nulla, in un primo momento era orientato verso il recepimento integrale della norma rinunciando alla possibilità di chiedere delle modifiche come previsto dalla norma stessa basandosi sulle caratteristiche dei¬ nostri fiumi e laghi che non sono navigabili da grandi unità come accade altrove.

Su pressione delle associazioni di industriali della nautica sembra, come ci dice Roberto Neglia di UCINA, che ora il ministero delle infrastrutture e trasporti guidato dal MS5 Danilo Toninelli abbia assicurato che l’Italia si appellerà alle eccezioni della norma al fine di evitare che tutte le imbarcazioni da diporto italiane che navigano in acque interne debbano rifare l’omologazione CE.

La speranza è che il governo mantenga la sua intenzione e agisca al fine di modificare la norma, se ciò non avverrà, provocherà ingenti danni senza ottenere nulla in cambio.


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