SVN logo
SVN solovelanet
domenica 29 novembre 2020

Tassa di possesso, il rimborso

Ieri si è attivata la procedura per il rimborso della tassa di possesso

Abbonamenti SVN
ADV
Roma – Con l’annullamento della tassa di possesso imposta dal governo Monti limitatamente alle unità tra i 10 e i 14 metri e il dimezzamento di questa per le unità tra i 14 e i 20 metri, si è aperto il capitolo rimborsi per coloro che hanno pagato la tassa entro i termini stabiliti dalla legge, ovvero il 31 maggio scorso (la norma che annullava o riduceva la tassa, è uscita a giugno).

Da prima le autorità competenti avevano dichiarato che le variazioni sulla tassa avrebbero avuto effetto sulla tassa di possesso dovuta per la stagione 2013 - 2014, ovvero quella futura, poi, invece, si è stabilita la sua retroattività il che fa si che chi possiede una barca tra i 10 e i 20 metri di lunghezza debba avere dei soldi indietro.

Come da SVN già annunciato nelle settimane scorse, la procedura per richiedere il rimborso è attiva dalla giornata di ieri, 18 novembre.

Come fare per avere indietro i propri soldi, lo spiega l'Agenzia delle Entrate
A partire dal 18 novembre 2013, è possibile inviare l'istanza di rimborso della tassa annuale sulle unità di diporto, versata in misura superiore all’importo dovuto. L’istanza, unitamente all’eventuale copia della licenza di navigazione, va presentata esclusivamente in via telematica (direttamente dai contribuenti abilitati a Entrate o Fisco online, oppure tramite i soggetti incaricati). Modello e specifiche tecniche sono stati approvati con il provvedimento del direttore del 28 ottobre 2013.

L'istanza può essere utilizzata per richiedere il tributo che risulta non dovuto, sia in seguito alla rimodulazione degli importi della tassa annuale operata dal Dl 69/2013 (che ha previsto l’esclusione dal pagamento per le unità da diporto di lunghezza compresa tra 10,01 e 14 metri e la riduzione al 50 per cento degli importi associate a quelle di lunghezza compresa tra 14,01 e 20 metri), sia per motivi diversi, quali, per esempio, l’esenzione per le unità in uso dei portatori di handicap, affetti da patologie che richiedono l’utilizzo permanente delle stesse; la mancata applicazione della esenzione per le unità possedute e utilizzate da enti e associazioni di volontariato, esclusivamente ai fini di assistenza sanitaria e pronto soccorso; la mancata applicazione della esenzione per le unità da diporto per il primo anno di immatricolazione; la mancata applicazione della riduzione per le unità con scafo di lunghezza fino a 12 metri, utilizzate esclusivamente dai proprietari residenti, come propri ordinari mezzi di locomozione, nei comuni ubicati nelle isole minori e nella Laguna di Venezia; la mancata applicazione della riduzione per le unità a vela con motore ausiliario il cui rapporto fra superficie velica e potenza del motore espresso in Kw non sia inferiore a 0,5; la mancata applicazione della riduzione spettante dopo 5, 10 e 15 anni dalla data di costruzione dell’unità da diporto; la duplicazione del pagamento.