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giovedì 26 novembre 2020

Franck Cammas racconta il suo incidente e la sua paura

Dopo aver quasi perso un piede, lo skipper Francese racconta la sua avventura

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Il 30 novembre scorso, Franck Cammas, uno dei più conosciuti velisti francesi, lo skipper che ancora detiene il record di giro del mondo senza stop del Trofeo Jules Verne, in una caduta da un GC32, un piccolo catamarano con foil che viene utilizzato per gli allenamenti dei team di Coppa America, colpito dal timone, ha avuto il piede quasi completamente staccato.

Ora a distanza di poche settimane, il velista ha rilasciato un’intervista a Paris Macht, un giornale on line francese in cui racconta la sua storia.

“Eravamo nella baia di Quiberon (Francia Atlantica) in allenamento con due GC32, io ero su uno di questi con un equipaggio di 5 uomini. Era un allenamento concentrato sulle partenze e le prepartenze, quindi contraddistinto da veloci accelerazioni. Stavamo simulando una prepartenza di due minuti con le imbarcazioni che duellavano per posizionarsi al meglio prima del via.

Ho fatto due cambi di direzione molto violenti, come si fa con queste barche, per trovare la posizione migliore per partire, ho perso l’equilibrio, non avevo nulla a cui aggrapparmi, e sono caduto fuori bordo. Sono caduto sul lato di sinistra nella zona poppiera della barca e istintivamente ho pensato subito al timone: questo è spesso 10 mm e nel bordo di uscita è come una lama, una lama che ti viene addosso con la forza del peso della barca e della velocità di questa. I timoni di queste barche hanno una forma a T rovesciata, il mio piede è stato colpito da una delle alette orizzontali.

Dopo essere stato colpito, non ho sentito molto dolore, ho visto l’acqua diventare rossa. La paura è stata tanta, per un attimo ho pensato che avrei perso il piede e con esso la possibilità di veleggiare al meglio.

Ho pregato che il gommone di assistenza arrivasse velocemente, e in effetti così è stato, ci hanno messo un attimo a prendermi. Mi hanno tirato sul gommone facendo molta attenzione al piede. Quando mi sono disteso hanno cercato di mettere in linea il piede con l’osso, è stata una cosa dolorosa e non molto bella da vedere.

Fortunatamente l’arteria e i tendini non si sono recisi, non c’è stata interruzione nello scorrimento del sangue che ha continuato a irrigare il piede.

Bertrand Pace, il nostro allenatore, mi parlava per non farmi addormentare mentre aspettavamo l’elicottero. Durante il volo mi toccavo costantemente il piede per verificare che ci fosse ancora sensibilità.

Arrivato in ospedale il tempo di fare delle analisi, approntare la camera operatoria e sono stato portato dentro. L’operazione è durata due ore e mezza in anestesia totale, quando mi sono svegliato ho subito guardato il piede, era ancora lì, ho tirato un sospiro di sollievo.

La diagnosi è una doppia frattura alla tibia e una al perone. Per sei settimane non potrò poggiare il piede e poi inizierà la riabilitazione, ma io ho già iniziato a lavorare sulla parte superiore del corpo per non perdere massa muscolare, voglio tronare più in forma di prima.”