
La Golden Globe Race si trova ad affrontare il primo vero sistema tropicale di questa edizione. La depressione che nelle ultime ore aveva iniziato a preoccupare gli skipper durante la discesa dell'Atlantico si è trasformata nella tempesta tropicale Gonzalo e sta interessando proprio la zona di Capo Verde, costringendo diversi concorrenti a modificare la propria strategia.
Il National Hurricane Center statunitense ha classificato Gonzalo come tempesta tropicale nelle prime ore del 25 settembre. Alle 05:00, ora di Capo Verde, il centro del sistema si trovava circa 260 chilometri a est-sud-est delle isole meridionali dell'arcipelago, con venti massimi sostenuti di circa 75 km/h, pari a 40 nodi. Gonzalo si muoveva verso nord-nordovest a circa 7 nodi.
Per tutte le isole di Capo Verde è stato emesso un avviso di tempesta tropicale. Il National Hurricane Center prevede che il centro di Gonzalo passi vicino o sopra alcune delle isole nel corso della giornata di venerdì e della notte successiva. È ancora possibile un certo rafforzamento, ma secondo le previsioni disponibili al momento Gonzalo dovrebbe rimanere una tempesta tropicale e iniziare progressivamente a indebolirsi durante il fine settimana.
Gli skipper della Golden Globe Race modificano la rotta
Il problema per gli skipper della Golden Globe Race era però iniziato prima ancora che la depressione ricevesse un nome. Già il 24 settembre la direzione di gara aveva segnalato l'evoluzione del sistema a sud-est di Capo Verde e diversi concorrenti avevano cominciato a modificare la propria rotta verso sud-ovest. Le previsioni disponibili erano discordanti e proprio questa incertezza rendeva particolarmente delicata la scelta della strategia.
Damien Guillou, al comando su Solarem, aveva già accentuato la rotta verso sud-ovest, mentre Guido Cantini, su Hannah of Cowes, dopo essersi confrontato con la direzione di gara sugli aspetti legati alla sicurezza, aveva adottato una traiettoria simile. Anche Henry Wootton, Isa Rosli e Mara Løvenskiold Kveseth si stavano spostando verso ovest per cercare una posizione più favorevole rispetto al sistema in formazione.
Gonzalo affrontata con strumenti degli anni Sessanta
La situazione è particolarmente interessante proprio per la filosofia della Golden Globe Race. Gli skipper navigano infatti con strumenti e tecnologie simili a quelli disponibili alla fine degli anni Sessanta. Non possono utilizzare i moderni sistemi di routing meteorologico che oggi permettono ai navigatori oceanici di sovrapporre le previsioni alle prestazioni della barca e calcolare continuamente la rotta più conveniente. La Golden Globe Race impone l'utilizzo di tecnologie analoghe a quelle che Robin Knox-Johnston aveva a disposizione durante la sua circumnavigazione del 1968-69.
Davanti a un fenomeno come Gonzalo, quindi, la capacità di interpretare le informazioni meteorologiche e soprattutto di anticipare l'evoluzione del sistema torna ad avere un peso determinante. Non si tratta semplicemente di scegliere la rotta più veloce: bisogna decidere quanto allontanarsi, da quale lato lasciare passare il sistema e quale posizione assumere rispetto ai cambiamenti di direzione del vento.
Già nelle ore precedenti la direzione della Golden Globe Race aveva sottolineato come uno degli elementi più delicati fosse proprio la possibilità di brusche rotazioni del vento accompagnate da mare disordinato. Le prime elaborazioni avevano prodotto scenari molto differenti tra loro, mentre successivamente il modello meteorologico europeo ECMWF aveva prospettato una situazione meno violenta di quella inizialmente temuta.
La trasformazione della depressione in tempesta tropicale conferma però che il sistema deve essere seguito con grande attenzione. I venti di intensità da tempesta tropicale si estendono infatti, secondo il National Hurricane Center, fino a circa 280 chilometri dal centro del sistema, soprattutto nel settore nord-orientale. Questo significa che non è necessario passare vicino al centro di Gonzalo per incontrare condizioni impegnative.
Dopo Gonzalo, la Zona di Convergenza Intertropicale
Superato il problema Gonzalo, davanti ai primi della Golden Globe Race si presenterà un'altra delle grandi incognite della discesa dell'Atlantico: la Zona di Convergenza Intertropicale, la fascia vicina all'Equatore dove si incontrano gli alisei dei due emisferi e dove possono alternarsi bonacce, groppi, temporali e improvvisi cambiamenti del vento. I navigatori francesi la chiamano anche “Pot-au-Noir” (letteralmente “pentola nera”), mentre nel mondo anglosassone è conosciuta come “Doldrums”.
Per Guillou e Pat Lawless le previsioni mostrano al momento una Zona di Convergenza Intertropicale relativamente stretta, che potrebbe consentire un passaggio più rapido del normale. Prima di pensare alle calme equatoriali, però, gli skipper devono risolvere il problema Gonzalo.
Ed è proprio qui che la Golden Globe Race mostra una delle sue caratteristiche più particolari. Gli skipper stanno affrontando un sistema tropicale senza GPS, senza carte meteorologiche digitali e senza la possibilità di ricevere da terra un routing che indichi loro quale rotta seguire. Possono ricevere e scambiarsi informazioni meteorologiche secondo le regole della regata, ma la loro interpretazione e la scelta della rotta restano nelle mani del navigatore.
Davanti a Gonzalo non sarà quindi soltanto la velocità delle barche a contare. Saranno soprattutto la capacità di leggere il tempo, anticiparne l'evoluzione e decidere quando cambiare rotta: esattamente ciò che accadeva ai navigatori oceanici prima dell'arrivo della navigazione satellitare.
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