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Il velista cinese Guo Chuan potrebbe essere morto per un difetto della life line

Il team cinese ipotizza che una della life line non abbia retto e si sia strappata

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Pacifico - Quando martedì 25 ottobre si è sparsa la notizia che Guo Chuan, il velista cinese che stava cercando di battere un record transpacifico con il suo maxi trimarano, non rispondeva più alle chiamate, si sono fatte cento ipotesi. C’è chi ha pensato che potesse essere ferito all’interno della barca e chi ha ipotizzato che fosse caduto in mare.

Quando una motovedetta della US Navy ha raggiunto il relitto a 650 miglia da costa in Pacifico e ha constato che lo skipper non era più a bordo, mentre a bordo c’era il suo salvagente, in molti si sono domandanti perché un velista di esperienza come Guo Chuan non fosse legato alla barca e non avesse neanche indossato il salvagente ipotizzando che forse lo skipper era stato un po’ superficiale, ma la verità che si profila ora, dopo che il suo team ha studiato le fotografie della barca fatte da un aereo è diversa e agghiacciante.

Guo Chuan era legato con la sua cintura di sicurezza alla life line come farebbe qualsiasi marinaio in condizioni di meteo avverse come c’erano quel martedì, ma quando, per qualche motivo, l’uomo è stato trascinato in acqua, la life line non ha retto, la fettuccia di tela si è strappata e Guo Chuan si è perso in mare senza alcuna speranza di sopravvivenza.

L’ipotesi più accreditata sul perché la fettuccia non abbia retto è una carenza di manutenzione. Queste fettucce, che sono molto robuste, invecchiando si usurano e andrebbero cambiate di tanto in tanto, per capire perché Guo Chuan è morto, bisogna capire se quella fettuccia era stata sostituita prima della partenza per una traversata tanto impegnativa, o, invece, era lì da troppo tempo.

Ancora una volta, probabilmente, la colpa di un incidente è da attribuirsi alla leggerezza dell’uomo nel sottovalutare la forza del mare.