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L’Iva sul Charter rischia di salire

E’ in corso una guerra tra l’UCINA (Confindustria Nautica) e una delle commissioni dell’Unione Europea, per salvare le agevolazioni sul leasing nautico che la comunità vorrebbe rivedere

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Nella finanziaria per il 2020 approvata sul filo di lana dal governo Conte 2, è contenuta una norma che prevede che l’Agenzia delle Entrate rimoduli i parametri per determinare quanto un’imbarcazione navighi fuori dalle acque territoriali e quanto dentro, allo scopo di poter determinare l’aliquota dell’IVA da pagare sulla locazione del mezzo (con locazione si intende anche il leasing, che è una locazione a lungo termine).

L’IVA sul noleggio, per norma comunitaria, si paga solo sul valore di cui si usufruisce stando nella comunità europea, se la barca naviga per una certa percentuale di tempo al di fuori delle acque comunitarie, su quella percentuale di valore non va corrisposta l’IVA. Per questo motivo determinare quanto una barca navighi entro o fuori dalle acque della Comunità è il punto cardine delle agevolazioni IVA sul leasing nautico e per l’applicazione dell’IVA all’11% sul noleggio a breve termine, ovvero il charter.

La comunità Europea quando c’era Pierre Moscovici si era interessata del problema del leasing con IVA agevolata in seguito alle procedure d’infrazione in cui erano incorse Grecia, Malta e Cipro, riguardo a come queste calcolavano le ripartizioni tra imponibile IVA e non per il leasing nautico, procedure d’infrazione successivamente estese anche all’Italia e alla Francia limitatamente al noleggio a breve termine, ovvero il charter.

La comunità ha richiesto che la determinazione del tempo passato in acque extra-europee di un’unità da diporto non sia determinato in modo forfettario, ma sia provato.

Entro il 31 dicembre del 2019 la Francia era chiamata a dare indicazioni su quanto intendeva fare per rivedere la norma ed entro aprile 2020 l’Agenzia delle Entrate Italiana dovrà emanare una direttiva per regolare il sistema con cui si potrà dimostrare l’avvenuta navigazione fuori dalle acque comunitarie.

Il nostro dipartimento delle finanze, insieme all’UCINA, sta conducendo, da circa un anno, una battaglia affinché il leasing e il charter non siano toccati.

“Il problema è di livello europeo, qui non è una nazione europea che combatte contro un'altra per avere migliori condizioni di mercato – ci dice Roberto Neglia, responsabile dei rapporti istituzionali di UCINA - qui è l’Europa che combatte contro gli altri mercati. La modifica in senso restrittivo di quanto in vigore sino ad ora avrà delle ripercussioni non solo sull’Italia o sulla Francia, ma sull’industria nautica europea nel suo insieme. Un’industria nautica che è la prima al mondo.”

Il dipartimento delle finanze e l’UCINA sono ottimisti e credono che, essendo interesse di tutti, si troverà una soluzione al problema, rimane però il rischio che da aprile l’IVA sui charter debba salire al 22%, o comunque debba essere modificata. L’eventuale modifica al sistema IVA non potrà essere retroattivo quindi sarà applicato solo a chi farà un contratto di charter da aprile in poi.

Sul numero di SVN di prossima uscita, ci sarà un’interessante intervista a Roberto Neglia che analizza il problema e i rischi che questo comporta.